Il ministro Salvini: “Il mio obiettivo è lasciare a chi verrà dopo di me i cantieri della diga già avviati”
REGGIO EMILIA – Una “conferenza dei servizi preliminari” che non avrà in questa fase potere decisionale, ma lo scopo di mantenere un contatto costante con i sindaci dei territori interessati. Ad annunciarla è il commissario straordinario di Governo della diga sull’Enza, Stefano Orlandini, nel secondo incontro della fase di “dibattito pubblico” sull’opera, andato in scena a Sorbolo. Orlandini, come fatto anche dal sindaco di Sorbolo Nicola Cesari, ha sottolineato l’elevata qualità dell’acqua del torrente Enza “che oggi l’avrei bevuta” e aggiunge:
“In pioggia noi abbiamo all’anno 432 milioni di metri cubi d’acqua, che poi diventano 261 perché abbiamo anche delle perdite. Ma voglio dire che la risorsa idrica c’è: ora si tratta di capire come utilizzarla al meglio”. Durante l’incontro sono state presentate le due ipotesi contemplate nel Docfap, il documento di fattibilità delle alternative progettuali, realizzato in modo congiunto dai Consorzi di bonifica di Parma e Reggio Emilia. Si tratta dell’invaso a “stretta delle Gazze”, previsto dal vecchio progetto “Marcello” risalente a diversi anni fa, e della diga a Vetto sull’Appennino reggiano.
Tra le opere cosiddette “sinergiche” compare anche una condotta per trasportare l’acqua potabile, lunga 20 chilometri nell’ipotesi della diga a Gazze e 16 chilometri per Vetto. In entrambi, i casi i tubi attraverserebbero siti certificati di interesse naturalistico.
Intanto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ieri a Vetto, ha affermato: “Il mio incarico come ministro terminerà tra un anno e quattro mesi circa. Il mio obiettivo è lasciare a chi verrà dopo di me i cantieri della diga già avviati”. Le osservazioni raccolte nel dibattito pubblico confluiranno in una relazione che Andrea Pillon, responsabile della procedura, consegnerà al commissario il 10 febbraio.

