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Bilancio comunale, la Cgil: “Si tratti per scongiurare aumento Irpef”

Il sindacato non nasconde “una forte preoccupazione su alcune opzioni proposte, a partire dall’aumento dell’Irpef che il Comune vuole portare allo 0,80% per tutte le fasce di reddito, pur riconfermando la soglia di esenzione a 15.000 euro”

REGGIO EMILIA – Una trattativa “vera” per scongiurare l’aumento dell’Irpef che il Comune di Reggio Emilia potrebbe varare nel prossimo bilancio di previsione. La chiede la Cgil provinciale sottolineando come anche quest’anno “stiamo assistendo al solito schema in cui il governo blocca i trasferimenti agli enti locali in finanziaria e l’amministrazione si vede costretta a scegliere se tagliare i servizi o aumentare le tasse”.

E puntualmente, punge il segretario Cristian Sesena, “non mancano le ‘anime belle’ che si spellano le mani sulla manovra a Roma e criticano aspramente chi, sul territorio, deve raccoglierne le briciole”. Anche per questo, evidenzia ancora Sesena, “abbiamo convintamente scioperato venerdì 12 dicembre contro la manovra finanziaria 2026 voluta dalla presidente Meloni”.

Ciò premesso il sindacato non nasconde “una forte preoccupazione sul futuro e perplessità su alcune opzioni proposte, a partire dall’aumento dell’Irpef che il Comune vuole portare allo 0,80% per tutte le fasce di reddito, pur riconfermando la soglia di esenzione a 15.000 euro”.

Entrando nel merito della questione, da via Roma spiegano: “Abbiamo chiesto di mantenere la progressività e di finalizzare eventuali aumenti non solo al mantenimento dell’attuale sistema di servizi ma al suo potenziamento”. Perché, sottolinea il segretario della Camera del lavoro, “l’impatto economico annunciato può in linea teorica apparire sostenibile, ma in pratica è un ulteriore tegola che si abbatte sulla testa del ceto medio reggiano che già affronta e affronterà altri rincari a partire da quello della tassa sui rifiuti”.

A ciò, viene inoltre ricordato, “si aggiungeranno anche ulteriori aumenti che peseranno sulle tasche di cittadine e cittadini, tra i quali quelli annunciati di incremento del costo della corsa urbana del Tpl”. In generale, continua Sesena, “la manovra, secondo gli amministratori, ha un carattere teso a conservare gli attuali standard qualitativi di servizi garantiti. Ma per provare a traguardare questo risultato, è stato necessario ipotizzare azioni di efficientamento della macchina organizzativa del Comune, agendo sulle spese, senza toccare il percorso in atto di valorizzazione del personale”.

Un’operazione su cui la Cgil sospende per ora il giudizio, mancando “dettagli rilevanti relativi all’effettiva portata dei tagli operati” ed essendo “impossibile capire se sono esplorate tutte le vie per evitare un aumento generalizzato della tassazione che peserà sulle spalle delle famiglie”. Un appunto piove però sulle consulenze e le collaborazioni di piazza Prampolini, perché “un aumento dell’Irpef potrebbe essere sostenibile se finalizzato a nuovi interventi a tutela delle fasce più esposte della popolazione ma risulta poco comprensibile se utilizzato solo per conservare l’attuale perimetro delle tutele”.

Infine, conclude Sesena, “il problema che registriamo anche quest’anno è l’assenza di un negoziato preventivo vero con noi mirato al raggiungimento di una intesa complessiva a tutti i livelli”. Ma poichè l’approvazione del bilancio è prevista a fine gennaio “i tempi per accogliere i rilievi avanzati ci sono”, chiosa la Cgil. Auspicando “che vi sia anche la volontà politica da parte dell’Amministrazione comunale di percorrere questa strada”.