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Sfrattata e senza casa, vive in una vecchia auto con i suoi 3 cani

La storia di M.A., ex operaia reggiana caduta nel gioco d’azzardo: tra due giorni perderà anche quel rifugio. “Non voglio separarmi dagli animali: sono la mia famiglia”

REGGIO EMILIA – Ogni sera, una vecchia utilitaria senza motore parcheggiata nel quartiere Foscato, alle porte di Reggio Emilia, diventa casa per quattro anime: M.A., una donna di 64 anni e i suoi tre cani: Chicco, Freddi e Argo. Da circa un mese quella macchina è il loro rifugio, l’unico luogo dove possono stare insieme, ma tra meno di 48 ore dovranno lasciarlo. Il veicolo, che è stato affittato alla donna da uno sfasciacarrozze, è destinato alla rottamazione e sabato sarà rimosso.

Una coperta piegata, una bottiglia d’acqua e qualche sacchetto con crocchette e vestiti sono tutto ciò che resta della vita di M.A, operaia per 30 anni alla Metasystem di Reggio, ma caduta nella spirale del gioco d’azzardo. Un vizio che, negli anni, le ha tolto tutto, dagli affetti familiari all’abitazione, da cui è stata sfrattata lo scorso settembre. Dopo la permanenza in una stanza pagata da un parente è costretta a vivere all’addiaccio. Ora la dipendenza pare scomparsa, ma i debiti accumulati restano.

E parte della pensione della donna (meno di 1.000 euro al mese) viene pignorata per ripagarli. M.A si appoggia al sostegno di un’amica (la signora Carla), ma la situazione è complessa. Non solo infatti il reddito Isee della donna (superiore alle soglie previste per l’assistenza) restringe il campo degli aiuti disponibili, ma soprattutto le strutture di accoglienza raramente accettano animali, e M.A rifiuta di separarsi dai suoi compagni a quattro zampe. “Sono la mia famiglia, voglio solo un posto dove stare con loro, anche piccolo, anche provvisorio”, spiega alla Dire che ha raccolto la storia.

senza tetto

A quanto risulta, la situazione della donna sarebbe nota ai servizi sociali del Comune, con cui ci sono però stati solo dei “colloqui conoscitivi”. Della vicenda si è interessato anche Dario De Lucia, consigliere comunale di Coalizione civica, che sottolinea: “Il caso della cittadina costretta a vivere all’interno della propria autovettura, in compagnia dei suoi tre cani, rappresenta un fatto di estrema gravità e un segnale d’allarme che le istituzioni non possono ignorare”. Infatti, “evidenzia in modo drammatico le difficoltà del sistema di protezione sociale e la crescente vulnerabilità di una fascia della popolazione- quella degli anziani soli- troppo spesso dimenticata”.

Secondo De Lucia, “non è accettabile che, in un Paese civile, una persona che ha lavorato e contribuito alla collettività debba affrontare una condizione di marginalità tanto profonda, priva di un’abitazione e di un sostegno concreto”. Inoltre, “il legame che la unisce ai propri animali domestici, unica forma di compagnia e affetto, non dovrebbe costituire un ostacolo all’accesso ai servizi di accoglienza” (Fonte Dire).