Il caso
|Il Meme reggiano: quando un pacco vuoto scatena il finimondo
Amministratori irritati, supporter in trincea, ex sindaci nostalgici: Salvatore Cusimano accende, sui social, il Natale più suscettibile degli ultimi anni
REGGIO EMILIA – Prima i cartelloni, realizzati insieme a Immobilart, che ironizzano sul fatto che Reggio Emilia è la città del Tricolore, ma anche dei negozi sfitti e poi il travestimento da Babbo Natale che va nei negozi del centro storico portando doni ai negozianti. Loro li aprono e il pacco è vuoto. “Vuoto come i negozi sfitti a Reggio”, gli replica il Babbo Natale.
Lui è il Meme reggiano, al secolo Salvatore Cusimano, personaggio da 40mila follower su Instagram che, da tempo, sferza con ironia i politici e gli amministratori reggiani raccontando quello che non va nella nostra città, ma anche le cose positive e caratteristiche. Un ventenne ironico e simpatico che, con uno stile fuori dalle righe, aveva conquistato anche l’ex sindaco Luca Vecchi che si era spesso fatto fotografare con lui mostrando di apprezzare il suo umorismo.
I nuovi amministratori, a quanto pare, lo apprezzano meno. L’assessora al centro storico Stefania Bondavalli, sul podcast “Lui è peggio di me”, realizzato da Tommaso Dotti e Nick Giacché, i Digital freaks che al Valli intervistarono Francesca Albanese, ha commentato stizzita: “Mi dicono che è ironia, a me non fa tanto ridere e soprattutto, a volte, non c’è bisogno, credo, di quel tipo di ironia per riflettere. Abbiamo bisogno di raccontare una Reggio che ha problemi, ma che ha anche l’ambizione di risolverli”. E Matteo Braghiroli, presente alla conversazione, ci mette il carico da novanta: “Non credete al Meme reggiano”.
Sotto al video del Meme reggiano travestito di Babbo Natale, è arrivata anche la replica del consigliere comunale Pd di Reggio Emilia Davide Corradi, assessore a Bagnolo: “Bella l’ironia, ma questa non è ironia. Andare da un commerciante con un regalo vuoto e la battuta ‘il centro non offre nulla’ è offensivo nei confronti di chi lavora in centro storico. E’ una mancanza di rispetto verso chi ci crede, chi ama questo luogo e si sbatte ogni giorno per portare a casa o stipendio”.
Ma arriva anche un assist, proprio dall’ex sindaco Luca Vecchi, ora capo di Gabinetto del presidente della Regione, Michele De Pascale, che gli ha scritto in un messaggio su WhatsApp subito pubblicato da Cusimano nelle sue stories: “Carissimo come stai? Ho visto i tuoi cartelloni. Mi manchi, ma secondo me ti manco anche io”. E lui replica, con tanto di emoticon e cuore spezzato: “Anche tu mi manchi tanto”. Se non è amore, insomma, ci manca poco.
Tornando ai social, dobbiamo segnalare la reazione di Reggioindiretta, canale Instagram il cui direttore è l’ex consigliere comunale del Pd, Matteo Braghiroli, che replica al Meme Reggiano scrivendogli in dialetto: “Per me hai esagerato. Sei un pagliaccio, fidati”. Reggioindiretta posta una riflessione su Facebook del “tenente” Stefano Salsi, un professionista della comunicazione che riceve spesso incarichi dal Comune di Reggio, che scrive: “In questa città ci sono due categorie di persone: quelli che risolvono i problemi e quelli che li accudiscono come animali domestici. I primi lavorano, investono, costruiscono. I secondi li nutrono. Ogni giorno. Con cura. Con amore quasi materno. Perché, senza problemi, non avrebbero nulla da dire. E a loro togliere un problema è come togliere il wi-fi”.
Arriva infine la difesa del consigliere comunale di Coalizione civica, Dario De Lucia, che scrive: “Un ragazzo ventenne che gestisce una pagina ironica “Il Meme Reggiano” solleva il tema del centro storico morto. Assessora, consiglieri, comunicatori che ricevono incarichi dal Comune e lacché del partito di governo attaccano furiosamente questo ragazzo. Lo stesso ragazzo che veniva portato in palmo di mano da chi amministrava poco prima quando non era critico verso chi gestiva le cose. Riassumo il basico pensiero della politica verso il ragazzo: “Se scrivi così sei contro di noi, quindi contro Reggio Emilia e non vuoi bene alla tua città!” Roba da asilo mariuccia”.
I post su Instagram del Meme Reggiano, insomma, hanno suscitato parecchio clamore e reazioni con una battaglia che si è subito trasferita nell’ambito social dove i supporter della attuale amministrazione hanno fatto quadrato per difendere gli amministratori dagli attacchi sarcastici di Salvatore Cusimano.
Qualcuno, però, deve essere andato un po’ oltre visto che il Meme reggiano è stato costretto a scrivere, questa volta su Facebook: “Non è il mio solito post. Non credo di postarlo neanche su Instagram, ma da qualche parte volevo scriverlo. Non sono uno che ama la politica, mi son sempre tirato fuori e mi ritengo personalmente apolitico. Sono stati giorni intensi post cartellone. Ho letto tanti commenti e messaggi, pro e contro. Ma una cosa è certa, se c’è stato del rumore vuol dire che qualcosa a Reggio non sta funzionando e io ho avuto i maroni di farlo notare. A parte ciò, incredibile come ci sia uno sportello antirazzista e nei podcast si invitano membri della giunta comunale che ridono e scherzano con gente che gestisce pagine in cui postano tranquillamente offese razziste nei miei confronti nelle proprie storie. Nel 2025. Che lavoro. Aspetto ufficialmente delle scuse o una presa di distanza. Almeno per coerenza. Ma detto ciò, continuerò. Perché se non avessi alzato questo polverone, staremmo sempre a parlare del nulla. E forse ora qualcosa inizierà a muoversi. É una forma d’arte brontolare ironizzando il tutto”.

