Italia e mondo
Sanità, De Pascale: “Troppi pazienti da fuori, l’Emilia-Romagna non regge”
Il governatore: “Sistema intasato, non riusciamo più a curare i nostri cittadini”. Fabbri, sindaco di Ferrara: “Ha avuto coraggio a dirlo”
REGGIO EMILIA – L’Emilia-Romagna non ce la fa piu’ a curare pazienti da fuori regione. L’allarme viene dal presidente regionale Michele de Pascale, che l’ha lanciato ieri in una intervista a Radio 24. “In questo momento il principale problema dell’Emilia-Romagna- dice il governatore Pd- è il nostro storico motivo di orgoglio e cioè l’enorme pressione di quelli che da fuori regione si vengono a curare qui”.
“Noi – prosegue de Pascale – non ce la facciamo più, non riusciamo più soddisfare i nostri cittadini perché ci stanno intasando il sistema. Lo dico con rispetto, io tra l’altro porto un cognome meridionale, quindi ci mancherebbe che non capissi il diritto universale di tutti i cittadini a curarsi, ma non ce la stiamo assolutamente facendo più”.
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, esponente della Lega, dà ragione a Michele De Pascale: “Non posso che dargli ragione, perché lo dico da tempo: l’Emilia-Romagna non può farsi carico di tutti”. Secondo Fabbri, che oggi ha dedicato un post alla questione, è un ragionamento che fa eco a quello del presidente del Veneto Luca Zaia qualche settimana fa. “Se il sistema continua a sobbarcarsi anche le carenze di altre regioni, a rimetterci saranno i cittadini emiliano-romagnoli, e in particolare i ferraresi, che già oggi spesso devono spostarsi oltre il Po per ricevere cure più rapide.
A partire dal Pronto soccorso, ad esempio”, scrive il sindaco ferrarese. “In questo modo rischiamo di non far più bene niente e di far collassare proprio quei sistemi che finora hanno funzionato meglio”. Secondo Fabbri, “non possiamo pensare che le regioni più organizzate diventino l’ospedale d’Italia, mentre altre continuano a non garantire standard minimi di efficienza e qualità. Ecco perché il tema del federalismo deve tornare ad essere centrale: le Regioni devono poter essere più autonome, altrimenti continueremo ad avere una nazione a doppia velocità. L’ho sempre ribadito: il centralismo penalizza chi amministra bene”.
Fabbri, in conclusione, riconosce al governatore Pd “di aver avuto molto coraggio: ha detto una verità scomoda, andando oltre le linee del suo partito. Perché chi amministra, prima o poi, deve fare i conti con la realtà e mettere da parte l’ideologia per dare risposte concrete ai propri cittadini”.

