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Pensionati dello Spi Cgil in presidio davanti alla prefettura

Venerdì, alle 10, mobilitazione contro la legge di bilancio: “Più spesa militare, meno welfare. Difendiamo pensioni, sanità e diritti sociali”

REGGIO EMILIA – I pensionati dello Spi Cgil scendono in piazza anche a Reggio Emilia. Venerdì 21 novembre, dalle 10, si terrà un presidio davanti alla prefettura promosso dal sindacato per dire “no a una legge di bilancio che aumenta la spesa militare e taglia quella sociale”. L’iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale che porta lo slogan “La lotta non ha età”.

Secondo lo Spi Cgil, la manovra 2026 del Governo Meloni disegna un’“economia di guerra”, destinando nei prossimi dieci anni risorse crescenti al riarmo – dai 45 miliardi attuali fino a 145 miliardi – mentre pensionati, lavoratori e famiglie fanno i conti con tagli, tasse e servizi pubblici sempre più in difficoltà. “Mentre il governo investe nelle armi, noi difendiamo le persone” è uno dei messaggi principali del volantino diffuso dal sindacato.

Le richieste del sindacato
Al centro della protesta ci sono i grandi temi della previdenza e del welfare. La Cgil e il suo Sindacato Pensionati chiedono una riforma organica del sistema, capace di superare interventi emergenziali che – sostengono – negli anni hanno prodotto ulteriori disuguaglianze. Tra le priorità:

  • Pensione di garanzia per i giovani, per dare un futuro previdenziale certo alle nuove generazioni.
  • No al prolungamento dell’età pensionabile: l’aggancio automatico all’aspettativa di vita non può spingere continuamente oltre la soglia dei 67 anni.
  • No a pensioni sempre più povere: servono una riforma fiscale equa e una redistribuzione delle risorse.
  • Piena rivalutazione delle pensioni per tutelare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione.
  • Aumento ed estensione della quattordicesima.
  • Zero fiscal drag.
  • Pensioni di garanzia per i più fragili e trattamento di fine servizio immediato per i dipendenti pubblici.
  • Maggiore flessibilità in uscita e misure specifiche per migliorare le pensioni delle donne.

“Non è vero che non ci sono soldi per i servizi pubblici”
Il sindacato contesta inoltre la narrativa secondo cui non vi sarebbero risorse disponibili per sanità, scuola, non autosufficienza, ricerca, casa e enti locali. Secondo la Cgil, il problema sta altrove: nella mancanza di equità fiscale e nella debolezza della lotta all’evasione.

Le cifre citate dal sindacato parlano chiaro. Il 43% degli italiani non paga l’Irpef, mentre il carico fiscale ricade quasi interamente su lavoratori e pensionati. Secondo la Relazione sull’evasione fiscale e contributiva del MEF 2024, il tax gap per il 2021 ammonta a 96 miliardi di euro tra imposte e contributi non versati.

Un appello alla partecipazione
La mobilitazione proseguirà in tutta Italia dal 17 al 21 novembre. A Reggio Emilia, il presidio del 21 novembre davanti alla Prefettura sarà l’occasione per ribadire che il welfare e la giustizia sociale non possono essere sacrificati in favore della spesa militare.

“La lotta non ha età”: i pensionati tornano in piazza e chiamano la cittadinanza a unirsi alla protesta.