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Monopattini parcheggiati male, a Reggio mancano i controlli
Monopattini parcheggiati male a Reggio Emilia

Sanzioni rare e scarso monitoraggio: i mezzi in sharing restano spesso sui marciapiedi o davanti ai passi carrabili senza che nessuno intervenga

REGGIO EMILIA – Molti cittadini si lamentano che, spesso, vedono dei monopattini parcheggiati male nella nostra città. E’ un malcostume diffuso che, tuttavia, potrebbe essere disincentivato se le compagnie di noleggio che operano nel nostro territorio prevedessero delle sanzioni per chi parcheggia male e se il Comune di Reggio Emilia approntasse degli appositi spazi in cui parcheggiare i monopattini. Vediamo come funziona.

Con la diffusione dei monopattini elettrici in sharing nelle città, sono emerse nuove “zone grigie” normative: non basta saper guidare, bisogna anche parcheggiare bene. Diverse aziende hanno introdotto sanzioni “private” per gli utenti che non rispettino le regole di parcheggio, oltre alle multe previste dal codice della strada. In certi casi, per verificare il parcheggio, ti possono chiedere di scattare e caricare una foto. Vediamo come funziona, cosa dice la legge e cosa bisogna sapere per non farsi “beccare”.

Le regole di parcheggio secondo il Codice della Strada

Divieti generali

Secondo la normativa attuale:

  1. Non si può parcheggiare sui marciapiedi, salvo che non esistano apposite aree segnalate per monopattini. Se il monopattino intralcia il passaggio dei pedoni, si incorre in sanzione.
  2. Non è ammessa la sosta su strisce pedonali, davanti a passi carrabili, davanti a ingressi di edifici, in pista ciclabile, in posizioni che impediscano il transito o creino pericolo.
  3. Le sanzioni previste per il parcheggio irregolare vanno da 41 a 168 euro secondo il Codice della Strada.
  4. Nei casi più gravi, quando il mezzo ostacola la sicurezza o il passaggio, può essere disposta la rimozione forzata o il sequestro del veicolo.

Quindi, anche se noleggi un monopattino, sei sempre soggetto alle stesse regole di sosta che valgono per gli altri veicoli — adattate al tipo di mezzo. Il fatto è che, spesso, per la polizia locale è impossibile sapere chi è l’ultima persona che ha parcheggiato il mezzo (in realtà si potrebbe ovviare a questo problema condividendo le informazioni con la compagnia di noleggio, ndr).

monopattiniMonopattino parcheggiato male e adeguatamente a Dusseldorf

Le sanzioni delle compagnie di sharing

Oltre alle multe “pubbliche”, molte società di noleggio hanno inserito clausole nel contratto che prevedono penalità se parcheggi in modo scorretto. Ecco alcuni esempi:

  1. A Milano, una società ha comunicato che gli utenti che non parcheggiano correttamente si vedranno addebitare “tutti i costi relativi a multe, rimozioni dei veicoli non parcheggiati correttamente ed eventuali comportamenti non virtuosi”.
  2. Un altro servizio (Voi) ha introdotto un meccanismo interno: ogni volta che parcheggi “non conforme”, l’azienda invia una comunicazione; al terzo parcheggio sbagliato, viene applicata una detrazione di 5 € dalla carta dell’utente.
  3. Le aziende possono quindi rivalersi su di te, utente, per le spese sostenute (multa, rimozione, logistica).

In pratica: il contratto che accetti al momento dell’iscrizione spesso prevede che tu sia responsabile per “infrazioni postali, multe, costi aggiuntivi” derivanti dal parcheggio scorretto del veicolo.

monopattiniRastrelliera per monopattini a Stoccarda

Foto del parcheggio: sì, è una pratica reale

Molti operatori chiedono all’utente di fotografare il monopattino al termine del noleggio per verificare che sia stato parcheggiato correttamente. Ecco come funziona:

  1. Prima di terminare il noleggio, l’app ti chiede di scattare una foto del veicolo nel punto in cui lo lasci.
  2. Un operatore (o un sistema automatizzato) può valutare se il parcheggio è conforme alle regole del comune e del servizio.
  3. Se la foto mostra che il monopattino è parcheggiato in modo irregolare (es. sul marciapiede bloccando il passaggio pedonale), l’utente può essere sanzionato o ricevere un richiamo.

In alcuni casi l’utente riceverà via email un avviso educativo prima della multa vera e propria.

Questa procedura serve a dare evidenza digitale del comportamento dell’utente e permette all’azienda di applicare penalità “private” in modo trasparente.

Esempio di sanzione “combinata”

Immagina di noleggiare un monopattino, parcheggiarlo male sul marciapiede bloccando il passaggio pedonale, e scattare una foto finale:

  1. Il Comune può notificarti la multa tra 41 e 168 € per la violazione del Codice della Strada.
  2. La compagnia di sharing può applicarti una penale tramite il contratto (es. addebito extra, penalità, sospensione del servizio).
  3. Se il monopattino viene rimosso, l’azienda può chiederti anche il costo della rimozione e delle operazioni logistiche.
  4. La foto caricata serve come prova dell’“infrazione” agli occhi dell’operatore.

In sostanza, rischi di “prendere doppio” — multa pubblica + penale privata.