Prodotti tipici
|L’Emilia-Romagna aspetta l’erbazzone in lista europea Igp
Mammi e Bonaccini: “Sono produzioni che il mondo ci invidia e che dobbiamo continuare a promuovere con forza”
REGGIO EMILIA – Le eccellenze agroalimentari dell’Emilia-Romagna protagoniste al Parlamento europeo con l’evento ‘Che spettacolo le Dop e Igp dell’Emilia-Romagna’, organizzato in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo (Scim). L’iniziativa ha messo in luce il primato europeo della regione per numero di prodotti a denominazione d’origine e la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. “Abbiamo voluto essere a Bruxelles, cuore politico dell’Europa, per raccontare il nostro patrimonio agroalimentare.
Siamo la regione con il maggior numero di prodotti Dop e Igp a livello europeo: un patrimonio da quasi quattro miliardi di euro, ma anche culturale e sociale, perché dietro ogni eccellenza ci sono storie, identità e tradizioni che uniscono i popoli”, ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi a margine della conferenza di presentazione dell’erbazzone, specialità che ora la Regione punta a far diventare il 45esimo prodotto a marchio Igp dell’Emilia-Romagna.
“Dentro a quell’agroalimentare italiano che nel mondo vale decine di miliardi di euro di export, l’Emilia-Romagna da sola ne rappresenta circa dieci” sottolinea il capodelegazione del Partito Democratico all’Eurocamera Stefano Bonaccini.
“I nostri prodotti Dop e Igp portano nel nome città come Parma, Modena e Reggio Emilia: questo dà la misura della forza di una regione che, per quantità e qualità delle sue eccellenze, è al primo posto tra tutte le regioni Ue. Con l’aggiunta dell’erbazzone reggiano, i prodotti certificati diventano quarantacinque, ai quali si sommano oltre 30 vini Dop e Igp. Sono produzioni che il mondo ci invidia e che dobbiamo continuare a promuovere con forza”.
Immancabile un riferimento alla questione dazi, con Bonaccini che ha evidenziato come gli Stati Uniti siano “il primo mercato di export per l’Emilia-Romagna: è necessario che l’Unione europea afforzi anche finanziariamente la promozione delle Dop e Igp nel mondo, aprendo nuovi mercati”.
In merito alla votazione sull’aggiunta della cucina italiana al patrimonio immateriale dell’Unesco, poi, il presidente di Casa Artusi Andrea Segré ha commentato “La cucina italiana è un patrimonio immateriale che unisce diversità, sostenibilità e convivialità. Siamo fiduciosi per la votazione del 17 dicembre a Nuova Delhi”.
“Pellegrino Artusi, con il suo libro, ha unito l’Italia anche dal punto di vista linguistico – ha continuato Segré-. Perché ha raccolto le ricette delle famiglie italiane costruendo un linguaggio comune del cibo. Casa Artusi, in Emilia-Romagna, porta avanti questo messaggio con una fondazione e un ristorante che ripropongono le sue ricette”. A partecipare alla conferenza stampa di presentazione dell’erbazzone anche Andrea Barbi e Marco Ligabue, autori dello spettacolo “Ri-salutami tuo fratello”, andato in scena nella serata di ieri all’Istituto italiano di cultura a Bruxelles.

