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Lanterne rosse in stazione, una residente: “Non siamo retrogradi”

La cittadina: “Non hanno nulla a che fare con il Natale. Se si decide di fare una cosa, bisogna farla bene e informare anticipatamente”

REGGIO EMILIA – Nessuna nuova lanterna rossa – delle 45 previste – è stata installata oggi in viale IV novembre a Reggio Emilia per sostituire (pagate dalla comunità cinese) le luminarie natalizie del quartiere stazione. Ma le polemiche sulla vicenda sono tutt’altro che sopite. A Davide Prandi, assessore alla Cura della città, risponde oggi – tra i tanti cittadini che hanno subissato di mail l’amministrazione – Paola Paoli, residente storica della zona, che per prima ha segnalato gli addobbi orientali.

La docente in pensione racconta alla ‘Dire’ di non aver mai avuto problemi con i cittadini cinesi (spesso li aiuta con le pratiche burocratiche dei rifiuti trovando davanti alla porta piccoli doni in cambio). E afferma: “I cittadini italiani della stazione non vivono la situazione come una minaccia (sono ben altre le aggressioni che subiamo) ma chiedono il mantenimento della tradizione locale del Natale”. Inoltre, aggiunge la cittadina, “non ritengo che sia democratico ritenere degli onesti cittadini, molti dei quali impegnati nel sociale e nell’integrazione, retrogradi e incapaci di guardare al futuro”.

Continua dunque Paoli: “Conviviamo e collaboriamo con i cittadini cinesi da trent’anni, anche se non è la comunità più diffusa, e i rapporti sono buoni. Ma riteniamo che le lanterne non abbiano nulla a che fare con il Natale e che, se si decide di fare una cosa, bisogna farla bene e informare anticipatamente”. Per il viale “porta d’accesso” della città, insomma, “nulla toglie che nel periodo natalizio si utilizzino le luminarie tradizionali come sulla via Emilia”. Mentre le lanterne, che i cinesi avrebbero installato in vista del loro capodanno (a febbraio) potrebbero essere usate solo in quel periodo.

“Questa – sottolinea ancora la residente – è vera integrazione e condivisione delle culture e aprirsi all’altro”. Altro aspetto che rammarica è poi il fatto che le bandiere tricolore che prima adornavano il viale siano state rimosse. La cittadina si dice infine “molto amareggiata” dal fatto che “questa amministrazione non colga tutte le energie positive che popolano la zona e si chiuda a riccio sulle sue posizioni con supponenza, e considerando in modo negativo chi la pensa diversamente”. L’invito all’assessore Prandi è comunque a riflettere perché “le scelte si possono anche modificare e non è un segno di sconfitta, ma di intelligenza e visione aperta”, chiude Paoli.