Politica
|Lanterne rosse in stazione, botta e risposta fra Guidetti e Tarquini
La donazione della comunità cinese accende il dibattito: critiche da Lista civica per Reggio, risposta moderata di Azione
REGGIO EMILIA – Si accende il dibattito politico a Reggio Emilia attorno alle 45 lanterne rosse donate dalla Comunità cinese e installate lungo viale IV Novembre. Un gesto visto dall’amministrazione come di collaborazione e decoro urbano che, nel giro di poche ore, è diventato terreno di scontro tra visioni opposte di identità, tradizione e convivenza.
Gli avvocati Giovanni Tarquini e Carmine Migale, esponenti della Lista Civica per Reggio e dell’Associazione Reggio Civica, attaccano l’amministrazione comunale accusandola di aver trascurato le aspettative di molti residenti, in particolare quelli del quartiere stazione, che chiedono un Natale più aderente alla tradizione cristiana.
Con tono polemico, ringraziano “la Comunità cinese” per aver illuminato a proprie spese il viale, ma contestano il fatto che siano state scelte lanterne della tradizione orientale al posto delle consuete luminarie natalizie. Secondo Tarquini e Migale, il Natale rischia di essere ridotto a “una fiera come le altre”, svuotata del suo significato religioso per timore di “sfidare il principio di laicità”.
Gli avvocati accusano l’amministrazione di ignorare i cittadini che chiedono di poter vivere il periodo natalizio “secondo valori religiosi cristiani”, ricordando che proprio su quei valori si è costruito il tessuto sociale che ha saputo accogliere migliaia di persone provenienti da altri Paesi.
Il loro affondo si chiude in modo provocatorio: se si lascia alla Comunità cinese la scelta delle luminarie, dicono, si potrebbe allora affidare alla stessa anche “la risoluzione dei problemi di sicurezza”, dall’eliminazione delle risse allo spaccio e ai furti.
Di segno opposto l’intervento di Claudio Guidetti, presidente regionale di Azione e segretario provinciale del partito, che giudica “sinceramente fuori misura” le critiche avanzate dalla destra.
Per Guidetti, le lanterne donate non rappresentano alcun tentativo di “decolonizzare” il pensiero occidentale, ma un semplice gesto di amicizia da parte della Comunità cinese e un contributo alla vita cittadina. L’esponente di Azione invita a concentrarsi su questioni ben più serie quando si parla di identità e convivenza civile: dal dibattito sulla presenza dei crocifissi nelle scuole alla tutela dei diritti delle donne, fino all’uso strumentale del presepe come arma ideologica.
“Sia che si sia credenti, sia che si sia laici – scrive Guidetti – questi simboli appartengono alla nostra storia culturale. Nasconderli significherebbe indebolire ciò che siamo”. Allo stesso tempo, sottolinea come una politica matura debba interpretare i cambiamenti sociali con “equilibrio e responsabilità”.
Da qui l’invito finale a non trasformare un’iniziativa simbolica in un terreno di divisione: “Ben vengano luci che illuminano e non dividono. Buon senso. Avanti”.

