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Fuga di cervelli, sono migliaia i giovani reggiani all’estero

Il dato emerge dal 13esimo rapporto sulla coesione sociale: il rapporto tra i “talenti” che arrivano e quelli che partono è di uno a 13,5

REGGIO EMILIA – Fuga di cervelli e aumento del disagio, soprattutto tra i giovani. Sono le principali note dolenti nello spartito dell’economia e della società reggiana, evidenziate nel 13esimo rapporto “sulla coesione sociale” che tasta il polso alla provincia di Reggio Emilia dopo il Covid.

Il documento curato dal sociologo Gino Mazzoli, promosso dalla Camera di commercio dell’Emilia e Ifoa, mette però in luce anche aspetti positivi come la popolazione che torna a crescere, il reddito delle famiglie non del tutto eroso dall’inflazione, il Pil provinciale in aumento e un esercito di realtà che lavorano nel sociale (oltre 1.000 tra cooperative ed enti del terzo settore) che non mostra incrinature nel tempo.

Sfogliando il report emerge in particolare che sono oggi 31.405 i reggiani residenti all’estero. Di questi, 4.753 giovani tra i 18 e i 34 anni sono emigrati all’estero tra il 2011 e il 2024. Il 31% di loro era laureato. Nel biennio 2022-2024 altri 1.349 reggiani hanno lasciato il territorio e tra di loro è aumentata la quota dei laureati (44%). Infine in provincia di Reggio il rapporto tra i “talenti” che arrivano e quelli che partono è di uno a 13,5 (in regione il rapporto e di 1 a 6,5 e in Italia di uno a nove).

Per quanto riguarda la salute mentale, gli utenti trattati dai servizi dell’Ausl risultano all’anno scorso quasi 24.000 (il 4,5% del totale della popolazione). Si tratta di 12.350 adulti e 11.600 minori. Tra il 2019 e il 2024 gli accessi al consultorio “Open G” sono aumentati del 157%, i ricoveri da parte dei servizi psichiatrici del 107% e i disturbi dello spettro autistico del 90%. Il servizio di Neuropsichiatria infantile dell’Ausl ha invece certificato, tra il 2022 e l’anno scorso, una crescita del 49% dei disturbi dell’attenzione e del 28% di problemi legati allo spettro autistico. Infine l’anno scorso 82 ragazzi tra i 17 e i 29 anni hanno cercato di togliersi la vita.

Un ulterore segnale della necessità di potenziare la protezione sociale arriva dalla scuola, dove nel 2024 c’erano 2.945 alunni beneficiari della legge 104 (76 in più rispetto all’anno prima). Per il 47% sono studenti stranieri. Gli utenti dei servizi sociali del Comune di Reggio Emilia sono circa 10.000 di cui il 9% minori. Gli italiani chiedono aiuto soprattutto per risolvere situazioni di non autosufficienza in famiglia, gli stranieri invece per povertà. Nel frattempo la popolazione della provincia di Reggio Emilia ha ripreso a crescere in modo stabile, superando i livelli pre-Covid.

coesione sociale

Nel corso del 2024, in particolare, si è registrato un incremento di circa 2.200 residenti che ha portato la popolazione complessiva a 531.000 abitanti, il valore più alto mai raggiunto nella provincia. La crescita demografica però “non è stata comunque sostenuta dal saldo naturale (il rapporto nascite/decessi), che resta negativo per circa 1.900 unità, ma è interamente attribuibile al saldo migratorio, stimato attorno a +4.000 persone tra movimenti interni e provenienze dall’estero”, spiega il curatore dello studio Gino Mazzoli. Sempre l’anno scorso, infatti, si è registrato il più alto numero di acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di cittadini di origine straniera, vale a dire 4.538. I dati nel complesso “in chiaroscuro” del rapporto sono poi particolarmente evidenti nell’economia. Il Pil reggiano è aumentato- anche se di poco- dello 0,4%. Inoltre Scende il tasso di disoccupazione che si è portato al 3,5%, il dato migliore degli ultimi otto anni.

Ma aumenta la precarietà del lavoro, confermata dagli iscritti alle liste di disoccupazione che sono aumentati di 3.000 unità in un anno (+6%). Si registra inoltre un forte aumento del ricorso alla cassa integrazione (+136% nel 2024) che si è protratto anche nei primi tre mesi del 2025, “evidenziando anch’esso – osserva Mazzoli – una condizione di lavoro intermittente e più precario”. Il reddito delle famiglie reggiane guadagna però un aumento reale dell’1,4% portandosi così oltre l’inflazione. Il presidente della Camera di commercio Stfano Landi vede il bicchiere mezzo pieno e parla di un territorio “solido nei fondamentali e reattivo di fronte alle sfide”.

Concorda il sindaco Marco Massari, secondo cui ” Reggio Emilia è una città che non teme la complessità, né le sfide della modernità, sceglie di trasformarle in una responsabilità condivisa fondata su crescita sostenibile, cura della città, cura delle persone”. Per Giorgio Zanni, Presidente della Provincia il rapporto chiama al politica “ad un compito preciso: fare squadra, mantenere unito l’ecosistema economico e sociale e creare le condizioni affinché ciascun attore possa contribuire al bene comune”.