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Fibromialgia, arriva il riconoscimento come malattia cronica

Ma solo per le forme più gravi: dopo anni di mobilitazioni dei pazienti, la sindrome entra nei Livelli essenziali di assistenza

REGGIO EMILIA – Dopo anni di appelli, testimonianze e battaglie portate avanti da associazioni e pazienti, anche qui a Reggio Emilia, la fibromialgia si avvicina finalmente al riconoscimento ufficiale come malattia cronica e invalidante. L’inserimento nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) è ora in dirittura d’arrivo, dopo l’approvazione del provvedimento da parte della Conferenza Stato-Regioni lo scorso 23 ottobre.

Si tratta di un passo atteso da tempo, che potrebbe garantire ai pazienti l’accesso gratuito o agevolato a visite, esami e trattamenti oggi spesso totalmente a carico del malato. Tuttavia, il riconoscimento non sarà per tutti: la sindrome fibromialgica sarà inserita nei Lea “limitamente alle forme molto severe”, identificate attraverso un punteggio definito dal questionario clinico Fiqr. Una scelta che l’associazione Cfu Italia giudica problematica, sottolineando come tale criterio sia “raramente utilizzato nella valutazione dei pazienti” e rischi di escludere molte persone che, pur non rientrando in quelle soglie, vivono ogni giorno una condizione fortemente invalidante.

L’iter non è ancora concluso: servirà ora il parere delle Commissioni parlamentari competenti (non vincolante), poi lo schema di decreto dovrà essere firmato dal presidente del Consiglio e infine pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Solo con quest’ultimo passaggio il riconoscimento diventerà effettivo.

In Italia si stima che la fibromialgia colpisca circa due milioni di persone, in larga parte donne. Si tratta di una sindrome reumatologica complessa, caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, rigidità, disturbi del sonno e stanchezza cronica. Sintomi spesso invalidanti, ma non immediatamente visibili — da qui la definizione di “malattia invisibile” — che hanno portato migliaia di pazienti a sentirsi per anni non creduti o insufficientemente tutelati.