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Fdi contro la Mahmoud: “Inadeguata, il sindaco chieda le dimissioni”
L'assessora Marwa Mahmoud

La consigliera comunale Letizia Davoli critica la condivisione di un post sui social e accusa l’assessora di “ideologismo” e “attacco alla libertà di stampa”

REGGIO EMILIA – Torna ad accendersi lo scontro politico in Comune. La consigliera di Fratelli d’Italia, Letizia Davoli, ha chiesto le dimissioni dell’assessora Marwa Mahmoud dopo la condivisione – successivamente rimossa – di un post pubblicato da un consigliere comunale di Castelnuovo Monti. Nel testo, condiviso dall’assessora all’indomani della sua partecipazione a un dibattito televisivo su Telereggio, si criticava la scelta degli ospiti della trasmissione, descritti come “tre uomini bianchi, etero, cis e over 45” contrapposti “all’unica donna presente”.

“L’assessora Mahmoud dimostra ancora una volta tutta la sua inadeguatezza al ruolo che occupa”, dichiara Davoli, sostenendo che sia “gravissimo” che una figura istituzionale abbia considerato “condivisibile nei contenuti e nei toni” un post di questo tipo, anche se poi rimosso.

Secondo la consigliera di Fdi, si tratterebbe di un comportamento “lesivo della libertà di stampa” e guidato da “pregiudizio ideologico”, accusando l’assessora di valutare le controparti di un dibattito “non in base alle competenze, ma in base ad età, colore della pelle e orientamento sessuale”.

Il post condiviso su Instagram dall’assessora Mahmoud

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Davoli estende poi la critica all’intera amministrazione: “La giunta Massari si appunta un’altra stella al petto”, afferma, sostenendo che la sinistra reggiana e nazionale “consideri irrilevanti le competenze amministrative” a favore di “discriminanti identitarie”.

La consigliera cita anche altri episodi che hanno visto al centro l’assessora Mahmoud – dallo sportello anti-razzista al dibattito sulla scuola – definendoli “iniziative in spregio ai principi costituzionali e ai valori europei”.

La conclusione è una richiesta diretta al sindaco: “È ora che Massari prenda atto dell’incapacità della sua assessora di compiere scelte libere e democratiche e ne imponga le dimissioni, oppure si assuma la responsabilità politica di atti e parole che evidentemente condivide”.