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Emilia-Romagna, cala l’addizionale Irpef per il ceto medio

Il governatore De Pascale presenta un bilancio da 14,3 miliardi: più fondi alla sanità

REGGIO EMILIA – Dopo gli aumenti del 2025, l’Emilia-Romagna ritocca al ribasso l’aliquota Irpef per il ceto medio. Nel 2026 infatti è prevista una riduzione dello 0,15% per i redditi da 28.000 a 50.000 euro, con un calo dall’1,7 all’1,55%. Aliquota che scenderà ancora all’1,4% nel 2027, a seguito dell’accordo coi sindacati sul bilancio precedente. In soldoni, si parla di un primo risparmio fra i 3 e i 33 euro per i contribuenti. Rimane intonsa invece l’aliquota per i redditi più bassi, mentre viene confermata al 2,1% per quelli sopra i 50.000 euro.

E’ questa una delle principali della manovra 2026 della Regione Emilia-Romagna, presentata oggi alla stampa dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore al Bilancio, Davide Baruffi. Una manovra da 14,3 miliardi di euro, di cui 10,5 dedicati alla sanità, a cui quest’anno la Regione garantisce un finanziamento ulteriore di 200 milioni di euro per la stabilità del sistema. Grazie alla manovra fiscale del 2025 sono assicurate maggiori entrate per 400 milioni di euro, a cui si sommano anche le risorse statali (più fondi alla sanità e minori tagli) e quelle liberate per gli investimenti (156 milioni nel triennio).

Nel 2026 entreranno tra l’altro in vigore gli aumenti già previsti su Irap e bollo auto. Questo consentirà alla Regione di stanziare ulteriori 25 milioni di euro per il Fondo per la non autosufficienza, che arriva a quota 110 milioni, e di raddoppiare anche le risorse contro il dissesto idrogeologico (+25 milioni).

Viene inoltre creato un Fondo da 10 milioni di euro per la progettazione delle opere post-alluvione. Aumentano anche i fondi per il trasporto pubblico regionale (+10 milioni), per il fondo affitto (+10 milioni) e per l’attrattività di imprese e talenti (+40 milioni). Confermate poi le risorse per l’abbattimento delle rette dei nidi, per l’inclusione degli alunni con disabilità, per le politiche culturali, lo sport e il turismo.

Il Fondo per la montagna sale a 24 milioni di euro, altri 22,5 milioni vanno per il finanziamento degli hub urbani e 20,3 milioni per l’agenda digitale. Previsti inoltre 56,5 milioni di euro nel triennio per interventi straordinari di manutenzione ed efficientamento della rete ferroviaria regionale e sei milioni di euro per il sistema aeroportuale. Grazie anche a un basso livello di indebitamento, la capacità di fare investimenti si aggira tra i 300 e i 360 milioni di euro.

“In un quadro di crisi e di finanza pubblica complicata – commenta Baruffi – la Regione fa una manovra in equilibrio e che ha anche un segno espansivo rispetto a quella del Governo, grazie alla manovra fiscale del 2025 che ha messo in sicurezza i conti della sanità e garantito gli investimenti”.

L’obiettivo ora è “l’approvazione del bilancio entro il 31 dicembre – spiega de Pascale – ritorniamo nella fisiologia del bilancio e quindi a una piena operatività dell’ente” dopo la manovra post-elezioni del 2025 arrivata in corso d’anno. “Era importante ripristinare questo principio”, afferma de Pascale.