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Consiglio comunale, respinte le dimissioni di Ruozzi e Mahmoud

Il sindaco ha definito la richiesta “sproporzionata, pretestuosa e politicamente intimidatoria”

REGGIO EMILIA – “Prendiamo atto della mozione della sfiducia presentata nei confronti della consigliera Cinzia Ruozzi. Ma vorrei chiedere ai consiglieri dell’opposizione se, come sembra, diventerà una vostra abitudine chiedere le dimissioni di qualcuno perché pronuncia parole o discorsi che a voi non piacciono. Se è così credo che ci sia da preoccuparsi”.

Così il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha risposto ieri in Consiglio comunale alle opposizioni che avevano presentato due richieste di lasciare l’incarico politico rivolte ad altrettante esponenti della maggioranza espresse dal Partito democratico. Nel mirino di Fratelli d’Italia e Lista Civica per Reggio è finita infatti oltre a Ruozzi (consigliera comunale), l’assessora alla Scuola Marwa Mahamoud per il suo appello agli insegnanti a “superare approcci ‘coloniali’ nei confronti degli studenti stranieri”. Sia l’ordine del giorno urgente contro l’assessora, sia la mozione verso la consigliera sono stati cassati e il sindaco ha definito l’atto rivolto a Ruozzi “sproporzionato, pretestuoso e politicamente intimidatorio”.

Ma cosa aveva fatto la dem? Il 23 giugno scorso, quando l’assemblea cittadina ha approvato il piano urbanistico relativo al polo della moda di Max Mara (che l’azienda ha poi abbandonato), Ruozzi ha attaccato il colosso della moda per quanto avvenuto alla Manifattura San Maurizio, una delle aziende del gruppo, dove le operaie hanno scioperato. La consigliera aveva riferito di “una situazione lavorativa oppressiva, dove non sono rispettati i diritti delle lavoratrici, dove si lavora ancora cottimo, dove il Gruppo non applica il contratto nazionale del lavoro, ma un proprio regolamento interno”.

E ancora “dove ci sono stati episodi di vessazioni personali e delle irregolarità che sono state riscontrate anche dal Governo”. Accuse “rese pubbliche senza alcuna prova concreta e senza riscontri verificati che hanno gravemente leso l’immagine di un’azienda che è patrimonio della città”, ha ribadito il capogruppo di Fdi Cristian Paglialonga, in seguito alle quali Max Mara ha poi ritirato l’investimento da 100 milioni che aveva programmato in città alle ex Fiere. Su questa vicenda il sindaco, che ha tentato di riaprire il dialogo con l’azienda, ha fatto sapere che “da questa estate, per noi, non ci sono novità”.