Partita spettacolare al “Partenio”: la doppietta di Novakovich non basta ai granata. Decidono Simic e Palumbo, in un pomeriggio di emozioni senza respiro
REGGIO EMILIA – Una partita funambolica ha animato il ‘Partenio-Adriano Lombardi’ di Avellino, dove i lupi d’Irpinia hanno trionfato per 4 – 3 contro una Reggiana che ha lottato fino all’ultimo respiro. Il pomeriggio, rovente e sospeso tra realtà e sogno, è stato teatro di continui capovolgimenti: esultanze che si rincorrevano, colpi di scena che lasciavano senza fiato, emozioni che si accavallavano e si spegnevano soltanto per rinascere nel momento successivo. Alla fine, purtroppo, il cuore granata ha ceduto. Sulle gradinate, il vuoto dei tifosi reggiani si è fatto sentire come un’ombra silenziosa: assenti per le restrizioni imposte dopo gli incidenti del derby con il Modena.
Primo tempo
Le prime battute si consumano come in una raffinata partita a scacchi: le pedine si muovono con prudenza, i contendenti si scrutano, in attesa del varco giusto per colpire. Ma al sesto giro d’orologio, il fato si diverte a scompigliare l’equilibrio: l’estremo difensore granata, tradito da un attimo d’esitazione, concede ai padroni di casa l’occasione di fendere la linea avversaria. Biasci, rapido come un lampo d’autunno, scocca il tiro dal limite: la sfera sibila a un soffio dal legno, sfiorando il respiro del gol. I lupi alzano il capo, pronti a far tremare l’aria con il loro ululato, ma è Simic, lanciato dal destino in un crudele scherzo, a mutarsi in inconsapevole carnefice dei suoi. Al ventunesimo minuto, nel tentativo di respingere un filtrante di Bozzolan, egli trafigge il proprio baluardo: il pallone carambola beffardo alle spalle del portiere (0 – 1), e un silenzio grave cala sul campo. Eppure, feriti ma non domi, i padroni di casa ritrovano l’ardore: al ventottesimo, Crespi svetta nel cuore dell’area, costringendo Motta a un gesto felino, tanto istintivo quanto decisivo. Ma il respiro dell’impresa si spezza pochi istanti dopo: il VAR richiama il giudice di gara per un tocco di mano di Charlys, che aveva alterato il volo del pallone. La verità, impietosa, è decretata dal dischetto. Avanza Insigne, sguardo di ghiaccio, cuore saldo: un passo, un respiro, poi la stoccata. La sfera danza verso un lato, il portiere cede all’inganno (1 – 1). Il boato che segue è quello dell’anima che si libera. E così, tra attese e sospiri, le squadre si avviano al riposo, mentre sugli spalti rimane sospesa la promessa di un secondo capitolo ancora da scrivere.

Secondo tempo
La ripresa si apre nel segno di Biasci che, accarezzato da un passaggio d’alta scuola di Insigne, addomestica la sfera e con precisione la deposita in rete, riportando avanti l’Avellino (2 – 1). La gioia dura tuttavia un battito di ciglia: Novakovich, servito con tempismo da Portanova, trova la prima opposizione di Daffara, ma sulla respinta è il più rapido a colpire e ristabilire la parità (2 – 2). Da quel momento, la partita diviene un turbinio di vibrazioni. Al sessantaduesimo, ancora Novakovich danza nell’area avversaria con eleganza e decisione, elude la marcatura e, con un tocco d’esterno, fulmina l’estremo difensore (2 – 3).
Il destino, maestro d’equilibri e redenzioni, concede subito a Simic la sua rivincita: sugli sviluppi di un calcio piazzato, il difensore si solleva in cielo e con un colpo di testa preciso sigla il pareggio, cancellando l’ombra dell’autogol (3 – 3). Quando la tensione sembra placarsi, ecco il nuovo colpo di scena: al settantunesimo, Palumbo svetta tra le maglie avversarie e, di testa, infila Motta, riportando i lupi al comando e incendiando lo stadio (4 – 3). Gli ultimi minuti scorrono densi di pathos, tra fiati sospesi e gambe appesantite dal sacrificio. L’Avellino stringe i denti, il tempo si dilata come in un sogno che non vuole finire. Gli ospiti tentano l’assalto finale, ma i lupi difendono il loro vantaggio con orgoglio e cuore, respingendo ogni ombra di rimonta.
Il tabellino
U.S. AVELLINO 1912 – A.C. REGGIANA 1919: 4 – 3
Marcatori: 21’ Simic (autorete); 31’ Insigne, su calcio di rigore, (A); 50’ Biasci (A); 55’ – 62’ Novakovich (R); 64’ Simic (A); 71’ Palumbo (A).
U.S. AVELLINO 1912 (4-3-1-2): Daffara; Missori, Simic, Enrici, Milani (dal 64’ Tutino); Palumbo (dal 83’ Sounas), Palmiero (dal 56’ Kumi), Besaggio; Insigne; Biasci (dal 64’ Cagnano), Crespi (dal 46’ Russo). A disposizione: Iannarilli, Rigione, Cancellotti, Fontanarosa, Gyabuaa, Armellino, Lescano. Allenatore: Raffaele Biancolino.
A.C. REGGIANA 1919 (3-4-2-1): Motta; Papetti, Magnani, Libutti; Marras, Bertagnoli (dal 78’ Stulac), Charlys, Bozzolan (dal 82’ Rover); Tavsan (dal 69’ Lambourde), Portanova; Novakovich (dal 78’ Gondo). A disposizione: Saro, Enza, Bonetti, Tripaldelli, Mendicino, Vallarelli, Basili. Allenatore: Davide Dionigi.
Arbitro: Luca Massimi sez. di Termoli (Assistenti: Lorenzo Giuggioli sez. di Grosseto, Davide Santarossa sez. di Pordenone. IV Ufficiale: Matteo Marchetti sez. di Ostia Lido. VAR: Luigi Nasca sez. di Bari. AVAR: Daniele Rutella sez. di Enna).
Note – Ammoniti: Biasci, Papetti, Palmiero, Milani, Portanova, Missori, Gondo. Angoli: 4 – 4. Recupero: 2’ pt. – 4’ st.

