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Aurora boreale sopra Reggio Emilia: nella notte il cielo si tinge di rosso

Visibile da Casalgrande e Scandiano la spettacolare danza luminosa dovuta a una tempesta geomagnetica di classe G4. E stanotte si replica

REGGIO EMILIA – Questa notte anche i cieli della provincia di Reggio Emilia si sono colorati di rosso e viola, regalando uno spettacolo tanto raro quanto affascinante: un’aurora boreale visibile persino dalle colline di Casalgrande e Scandiano (foto Reggio Emilia Meteo).

Intorno alle 4 del mattino, un bagliore pulsante e diffuso è apparso verso nord, trasformando per alcuni minuti il cielo in un palcoscenico di luci danzanti. Il fenomeno, eccezionale a queste latitudini, è legato a una potente tempesta geomagnetica di classe G4, con indice Kp 8, generata da un brillamento solare di categoria X5.16, uno dei più intensi registrati negli ultimi anni.

Secondo gli esperti, la CME (espulsione di massa coronale) partita dal Sole nei giorni scorsi ha raggiunto la Terra nella notte, liberando un flusso di particelle cariche che, interagendo con il campo magnetico terrestre, ha dato vita all’aurora anche in zone insolite come l’Emilia.

Il fenomeno non sembra destinato a esaurirsi subito. “La tempesta geomagnetica è ancora attiva e potrebbe intensificarsi nelle prossime ore – spiegano gli osservatori –. Anche nella serata di oggi, tra le 16 e le 22, potrebbero verificarsi nuovi episodi visibili, a seconda delle condizioni del cielo e dell’attività solare”.

Le aurore boreali non sono una semplice luce diffusa, ma fasci luminosi quasi paralleli, chiamati raggi aurorali, che si manifestano come colonne o drappi di luce in movimento. Le particelle cariche provenienti dal vento solare seguono le linee del campo magnetico terrestre, e quando queste linee entrano quasi verticalmente nell’atmosfera, le particelle disegnano spettacolari scie di luce visibili anche a centinaia di chilometri di distanza.

Chi vorrà tentare di immortalarla di nuovo avrà ancora qualche speranza: il cielo, secondo le previsioni, sarà parzialmente nuvoloso ma non coperto, lasciando aperta la possibilità di vivere un’esperienza che – nel Reggiano – capita raramente.