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Scuola, enti reggiani disobbediscono al ministero
La scuola Pertini che dovrebbe essere accorpata

Comune e Provincia: “Non decideremo nulla entro il termine del 31 ottobre”

REGGIO EMILIA – Comune e Provincia di Reggio Emilia ‘disobbediscono’ al ministero dell’Istruzione e del Merito: sul dimensionamento degli istituti, fanno sapere che “non procederanno ad alcuna deliberazione entro il termine del 31 ottobre imposto dal ministero”. Il tema in discussione -affrontato lunedì scorso nella Commissione di concertazione provinciale e poi sollevato dalla Cgil – riguarda la previsione del Governo nazionale di una progressiva riduzione delle autonomie scolastiche.

Un provvedimento da attuare in capo a due anni che, calato nella realtà reggiana, individua due accorpamenti: il primo fra gli istituti comprensivi “Pertini 1” e “Pertini 2” e il secondo tra i centri di istruzione per adulti (Cpia) Reggio Nord e Sud. Gli enti locali reggiani, non accettano però che “l’organizzazione della rete scolastica venga decisa da un commissario calato da Roma, senza alcuna interlocuzione né reale volontà di ascolto dei territori”. Inoltre, sostengono la vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola, Francesca Bedogni, e l’assessora comunale all’Istruzione Marwa Mahmoud, “in un momento in cui la scuola è chiamata ad affrontare trasformazioni profonde e sfide sempre più complesse, servono partecipazione, investimenti e visione, non tagli lineari e accorpamenti forzati”.

Quanto alla decisione di non deliberare nulla, “non si tratta di una sospensione – proseguono Bedogni e Mahmoud – ma di una scelta consapevole e condivisa: non approveremo alcun dimensionamento deciso unilateralmente dal Governo, in piena coerenza con la posizione assunta dalla Regione”. Inoltre il Comune di Reggio Emilia sta facendo “valutazioni in merito ad altre situazioni cittadine” discusse anche nella mattinata di giovedì insieme ai dirigenti scolastici del primo ciclo. Dunque Bedogni e Mahmoud auspicano “che Enti locali e organizzazioni sindacali restino uniti dalla parte della scuola, per difendere la scuola pubblica e contrastare una decisione sbagliata del ministero, unico responsabile della situazione che si è creata”.

Infatti, rimarcano le assessore di Comune e Provincia, “un commissariamento dall’alto, privo di ascolto e conoscenza dei contesti, rischierebbe di colpire proprio le realtà più fragili e bisognose di sostegno”.