Il consigliere regionale Aragona: “Servono guardie non armate e arredi non contundenti”
REGGIO EMILIA – Tutelare gli operatori delle Residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems), prevedendo anche la presenza di guardie private non armate nelle strutture. Lo prevede la risoluzione approvata oggi all’unanimità dalla commissione “Politiche per la salute e politiche sociali” della Regione, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli (Pd).
L’atto, che vede come primo firmatario Alessandro Aragona (Fdi) è stato sottoscritto anche dai commissari di Fratelli d’Italia, Pd, Avs, civici e Movimento 5 stelle. “Le Rems – spiega Aragona – sono strutture di detenzione e cura destinate a persone con problemi psichiatrici giudicate socialmente pericolose. È necessario adottare misure appropriate per prevenire nuove violenze agli operatori sanitari, come accaduto nell’agosto dell’anno scorso nella rems di Reggio Emilia“.
Il riferimento è all’episodio di un paziente che aveva aggredito un medico e poi, uscito all’esterno, aveva danneggiato delle auto a colpi di spranga (i Carabinieri l’avevano fermato col taser). Per la dem Laura Arduini “la stesura del documento è ampiamente condivisa perché abbiamo rilevato le criticità di queste strutture: nella Rems di Reggio Emilia ci sono stati problemi come accaduto anche in altri luoghi della sanità, ma il nostro obiettivo è tutelare gli operatori in tutti i contesti di cura”.
Con la risoluzione i consiglieri chiedono inoltre “spazi più sicuri, ad esempio attraverso l’adozione di arredi antiscasso e anticontundenti” e sollecitano infine “l’attivazione di protocolli per la gestione delle situazioni di emergenza, per assicurare un’efficace comunicazione con le forze dell’ordine”.

