Tavsan illumina il “Città del Tricolore” e firma la seconda vittoria di fila. I granata ribaltano ancora una volta lo svantaggio e, complice l’espulsione di Nikolaou, conquistano tre punti pesanti
REGGIO EMILIA – Una Reggiana dall’anima ardente e dallo spirito indomito piega anche il Bari e incide la seconda vittoria consecutiva sul prato del “Città del Tricolore”. Finisce 3 – 1 per i granata, trascinati da un Tavsan ispirato come una musa e sospinti dal calore di un pubblico che ha creduto nella rimonta. A pesare sul destino dei pugliesi è l’espulsione di Nikolaou, cacciato al tramonto del primo tempo per un intervento scomposto: un rosso che lascia i suoi in inferiorità numerica per un’intera metà di gara. Come già accaduto in sette delle prime otto giornate, la formazione di Dionigi si è trovata costretta a rincorrere. Eppure, anche stavolta, ha saputo reagire con forza d’animo e qualità, ribaltando l’inerzia della sfida e confermandosi la regina della rimonta in Serie B. Letale nell’approfittare dell’uomo in più, la Reggiana si è trasformata in predatrice paziente, colpendo al momento giusto e con ferocia lucida (Foto Bucaria).
Primo tempo
Ben prima che il pallone cominciasse a danzare sull’erba del “Città del Tricolore”, lo stadio era già vibrante di significati profondi e gesti solenni. In un abbraccio tra sport e solidarietà, la Reggiana e l’Avis Provinciale di Reggio Emilia hanno dato vita a una luminosa iniziativa a sostegno della donazione del sangue. Ai varchi d’ingresso, i volontari (sentinelle del dono) hanno accolto il pubblico con sorrisi e parole cariche di valore, ricordando che il calcio, oltre la competizione, sa anche essere testimonianza di vita. Nel cuore del prepartita, il vicepresidente granata Giuseppe Fico ha consegnato una maglia simbolica al presidente Avis, Alberto Carretti, suggellando il patto tra campo e comunità. Subito dopo, il tributo a Lorenzo Libutti: 150 battaglie con il cuore cucito addosso, onorate da una maglia celebrativa offerta dal patron Romano Amadei, come si rende omaggio a chi ha saputo incarnare lo spirito di un popolo. Poi, il sipario si apre sul gioco.
La Reggiana scende in campo con il consueto manto granata e pantaloncini dal profondo blu oceano, mentre il Bari sfoggia la purezza del bianco assoluto. Dopo appena quattro giri di lancette, Portanova scuote la sfida con un destro insidioso, ma Cerofolini si oppone con riflessi felini. L’azione è vanificata dalla bandierina alzata: fuorigioco. È solo l’antipasto. I padroni di casa partono con ardore, tuttavia col trascorrere dei minuti sono i pugliesi a prendere il timone. Un errore di Papetti spalanca lo spazio a Moncini, la cui conclusione è respinta con cuore e mestiere da Libutti. Poi è Partipilo ad avere la palla buona: taglia la difesa come un coltello nel burro, solo davanti a Motta però spreca malamente. Al quarantunesimo, il lampo che squarcia l’equilibrio. Dickmann sfreccia sulla corsia destra e scodella un cross perfetto. Moncini, in anticipo sull’uomo, impatta al volo con potenza e precisione: un colpo da attaccante vero, che s’infila in rete e gela il pubblico di casa. Vantaggio Bari, e tanto di cappello alla manovra.
Nonostante ciò, la Reggiana non si piega. A un soffio dall’intervallo, Marras illumina il green carpet con un invito filtrante che spacca la difesa biancorossa. Tavsan raccoglie, punta Meroni, lo supera con audacia e lascia partire un sinistro carico di veleno. Cerofolini sfiora, non basta: la sfera rotola oltre la linea e riaccende la passione sugli spalti. Una prima frazione intensa, vissuta sul filo del talento e del temperamento: il Bari incanta per trame e fluidità, mentre la Reggiana risponde con orgoglio e freddezza, trovando il pari nel momento più denso di significato. Il destino della sfida resta avvolto nel mistero, come ogni racconto degno di essere ricordato.
Secondo tempo
La ripresa si apre con un sussulto: Girma cerca la gloria con un rasoterra velenoso che sfiora il palo, lasciando il pubblico col fiato sospeso. Al cinquantottesimo, l’episodio che cambia il volto della contesa: Nikolaou interviene con veemenza e frana sulla caviglia di Girma. Il direttore di gara inizialmente opta per il giallo, ma il VAR lo richiama alla ragione: cartellino rosso, Bari in dieci. Girma, dolorante, è costretto ad alzare bandiera bianca; al suo posto entra Novakovich. La Reggiana, pungolata dagli eventi, prova ad approfittarne. Tavsan, poco prima di uscire esausto per far posto a Lambourde, cerca il gol con un sinistro a giro che però si perde alto, tra gli spalti della curva. Merita menzione la scelta di mister Caserta di rimescolare le carte per ridare equilibrio al proprio organico. Nonostante l’assetto rivisto, l’uomo in meno pesa come un macigno sulle spalle biancorosse.
E al settantesimo arriva la punizione: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla carambola in area e giunge a Bozzolan, dimenticato dalla retroguardia pugliese, il quale controlla con calma glaciale, prende la mira e trafigge Cerofolini con freddezza chirurgica. A onor di cronaca, da segnalare la bella incornata di Novakovich, che trova però la risposta attenta dell’estremo difensore ospite. È l’ultima vera fiammata del Bari prima del colpo della definitiva debacle. All’ottantunesimo, Lambourde, subentrato con gamba e visione, raccoglie palla a metà campo, si invola tra le maglie avversarie e, giunto al limite, esplode un sinistro fulminante che si insacca sul primo palo.
Un’esecuzione perfetta, un colpo da artista. Il terzo sigillo è servito. Il Bari, con le energie residue, tenta l’assalto disperato, tuttavia l’inferiorità numerica si rivela un fardello insostenibile. La Reggiana, abile e cinica come una faina in agguato, approfitta dello squilibrio e affonda i suoi colpi con spietata lucidità. Finisce così, con una Reggiana letale nel leggere le crepe altrui e pronta a colpire nel momento esatto in cui il destino piega la contesa. Il Bari, generoso ma condizionato dalla lunga inferiorità, cede il passo.
Il tabellino
A.C. REGGIANA 1919 – SSC BARI: 3 – 1
Marcatori: 41’ Moncini (B), 45’ Tavsan (R), 70’ Bozzolan (R), 81’ Lambourde (R).
A.C. REGGIANA 1919 (3-4-3): Motta; Libutti, Papetti (dal 46’ Magnani), Bonetti; Marras, Reinhart, Charlys (dal 82’ Bertagnoli), Bozzolan (dal 82’ Rover); Girma (dal 60’ Novakovich), Tavsan (dal 76’ Lambourde), Portanova. A disposizione: Saro, Enza, Tripaldelli, Mendicino, Vallarelli, Basili, Gondo. Allenatore: Davide Dionigi.
SSC BARI (3-4-2-1): Cerofolini; Pucino, Meroni, Nikolaou; Dickmann, Braunoder (dal 69’ Pagano), Darboe, Antonucci (dal 62’ Burgio); Partipilo (dal 62’ Dorval), Castrovilli (dal 84’ Maggiore); Moncini (dal 84’ Gytkjaer). A disposizione: Pissardo, Manè, Mavraj, Kassama, Pereiro, Rao, Cerri. Allenatore: Fabio Caserta.
Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi sez. di Livorno (Assistenti: Matteo Pressato sez. di Latina, Mattia Pascarella sez. di Nocera Inferiore. IV Ufficiale: Lucio Felice Angelillo sez. di Nola. VAR: Marco Serra sez. di Torino. AVAR: Alberto Santoro sez. di Messina).
Note – Espulso: Nikolaou. Ammoniti: Papetti, Meroni, Marras, Charlys. Angoli: 3 – 1. Recupero: 2’ pt. – 5’ st.





