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Polo della moda, Max Mara aveva già versato 6,3 milioni
Un rendering del Polo della Moda

La cifra dovrebbe essere stata restituita da Giorgio Bosi, ma conferma il forte interesse di Maramotti per l’area. Il bilancio consolidato del gruppo 2024 resta solido, con un fatturato di 2 miliardi e un utile di 284 milioni

REGGIO EMILIA – Max Mara aveva già dato 6 milioni e 300mila euro, come anticipo prezzo versato sul contratto preliminare condizionato di compravendita immobiliare per il complesso immobiliare di via Filangeri dove doveva sorgere il cosiddetto polo della moda.

E’ quanto si evince dal bilancio di Max Mara Fashion group srl. Soldi che, sfumata la compravendita, dovrebbero essere stati restituiti da Giorgio Bosi della Pibiplast, proprietario dell’area, a Luigi Maramotti dato che l’anticipo sul prezzo di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, chiamato anche “acconto”, solitamente è una somma di denaro versata dall’acquirente al venditore che verrà detratta dal prezzo finale al momento del rogito.

Però, è bene precisare che, a differenza della caparra, l’acconto non ha una funzione di garanzia e non comporta un risarcimento automatico in caso di inadempienza. Di solito, se il contratto non si conclude, come è avvenuto in questo caso, la somma deve essere restituita. Non esiste un importo fisso per legge, ma la percentuale è liberamente concordata dalle parti quindi non è dato sapere quale sarebbe stato il prezzo finale.

Questo testimonia l’interesse di Maramotti all’acquisto dell’area, poi sfumato in seguito, secondo quanto ha scritto il gruppo a fine giugno scorso, a “un clima politico divisivo e da attacchi alla reputazione del gruppo, emersi durante il recente dibattito in consiglio comunale”.

Motivo di irritazione, da parte di Maramotti, lo ricordiamo, era stato anche l’atteggiamento del sindaco, Marco Massari, che aveva ricevuto le operaie del gruppo Manifatture di San Maurizio in Comune che, in quei mesi, erano impegnate in una dura vertenza sindacale con Max Mara. In aggiunta a questo anche alcune interrogazioni alla Camera, sulla vicenda, di parlamentari del Pd reggiano.

Qualcuno aveva ipotizzato che l’interesse del patron di Max Mara potesse essere scemato per la difficile situazione che vive il mondo della moda in questo momento, ma, leggendo il bilancio consolidato, si evince che il gruppo, nel 2024, ha fatturato circa due miliardi di euro con una differenza di appena lo 0,3% rispetto al 2023 e un utile di 284 milioni contro i 319 milioni del 2023, una differenza di 35 milioni in meno che non sembra sufficiente per giustificare il “no” all’investimento sul Polo della Moda di 100 milioni da parte di Luigi Maramotti.