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Il badge di cantiere, Reggio Emilia modello per l’Italia

Lo strumento è stato infatti inserito nella bozza del decreto legge sulla sicurezza sul lavoro, approvato ieri in Consiglio dei Ministri

REGGIO EMILIA – Una buona prassi nata a Reggio Emilia diventa presidio di legalità e sicurezza nei cantieri edili di tutt’Italia. Si tratta del badge, che permette di tracciare da remoto le presenze all’interno dell’area dei lavori, contrastando così il lavoro nero, l’insicurezza e i tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo strumento è stato infatti inserito nella bozza del decreto legge sulla sicurezza sul lavoro, approvato ieri in Consiglio dei Ministri.

In particolare, il badge (con la relativa piattaforma informatica detta “cruscotto”) è stato istituito a Reggio grazie ad un protocollo con la Prefettura firmato a maggio del 2022 e poi rinnovato- ed esteso- a novembre del 2024. Si applica ai cantieri pubblici con valore superiore a 500.000 euro ed è stato utilizzato per la prima volta nel febbraio del 2023, nel cantiere di Piazza San Prospero nel Comune Capoluogo. Oggi sono invece una trentina (per un valore di 70 milioni) i cantieri della città in cui è utilizzato.

Per il sindaco Marco Massari, che coordina la Consulta provinciale per la legalità l’introduzione su scala nazionale del badge, “rappresenta motivo di soddisfazione per chi ha scelto di investire nella sua applicazione come scelta innovativa finalizzata alla tutela della legalità e della trasparenza”. Il primo cittadino parla infatti di “un riconoscimento a tutto il nostro territorio che ci conforta nel proseguire la direzione intrapresa e che ci ha aiutato e ci aiuterà a migliorare la qualità dei cantieri e i diritti delle persone che vi lavorano”.

Intanto, in un convegno organizzato dalla Cassa Edile un mese fa, il procuratore capo di Reggio Calogero Gaetano Paci ha proposto di incentivare l’uso del badge, associandolo a benefici contributivi o fiscali per gli imprenditori virtuosi che lo adottano.