Via Don Alai è terra di nessuno: garage forzati e occupazioni abusive
I senza tetto si arrampicano perfino sulle impalcature del cantiere e stendono giacigli provvisori. Spaccio e degrado. Residenti esasperati: “Di notte il quartiere cambia volto, costretti a spranghe e lucchetti per difendere i nostri box”
REGGIO EMILIA – Spranghe, chiavistelli e lucchetti. Gli abitanti del condominio ai civici 2-4 di via Don Alai, quartiere stazione, chiudono così i loro garage che vengono periodicamente violati dagli extracomunitari della zona che cercano un alloggio o, più frequentemente, tentano di rubare qualcosa.
Un signore cinese, che si fa chiamare Luigi, una vecchia conoscenza del quartiere che gestiva da decenni il ristorante cinese, ora chiuso, quando ancora viale IV Novembre era un luogo raccomandabile, ci fa vedere che gli immigrati utilizzano perfino i ponteggi del cantiere di un’impresa che sta riqualificando gli edifici.
Si arrampicano sulle impalcature e poi stendono giacigli e coperte, trovando così un riparo. Ora non c’è nessuno e gli operai sono al lavoro, ma, con il calare delle tenebre, torneranno lì. La doccia è uno sgabuzzino al piano terra, dove c’è un rubinetto (ci sarebbe anche una porta, ma pure quella è stata forzata) per lavarsi.
Un signore ci mostra il suo garage, da poco violato, facendoci vedere che gli occupanti abusivi si erano perfino allacciati alla luce elettrica esterna per avere tutte le comodità. Tutto intorno è piazza di spaccio. Bottiglie rotte, cartoni della pizza abbandonati, rifiuti raccontano di frequentazioni ben poco raccomandabili quando cala la notte da queste parti.
Una situazione che alimenta la crescente preoccupazione per la sicurezza di via Don Alai, con i residenti che chiedono maggiori controlli e interventi mirati da parte delle autorità.





