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Scontro tra Cgil e Asbr sul contratto: “Negato il diritto alla rappresentanza”

La Funzione pubblica contesta l’accordo aziendale firmato a luglio per i servizi educativi nella bassa reggiana e il nuovo protocollo proposto: “Grave precedente, pronti a mobilitarci per tutelare 300 lavoratori”

REGGIO EMILIA – Braccio di ferro sul contratto nazionale da applicare tra la Cgil di Reggio e l’Azienda speciale della Bassa reggiana (Asbr), di proprietà dei Comuni di Guastalla, Novellara, Reggiolo, Luzzara, Gualtieri, Boretto, Brescello e Poviglio, dei quali gestisce principalmente i servizi educativi. Il 10 settembre scorso, segnala la Funzione pubblica della Cgil “si è tenuto un incontro con la direzione nel quale ci è stata proposta la sottoscrizione di un protocollo di intesa per la definizione di un nuovo contratto di primo livello per il personale: un’operazione per la quale non abbiamo potuto dare il nostro assenso”.

Questo perchè, continua il sindacato, “a luglio l’azienda ha sottoscritto un contratto aziendale con l’unica organizzazione sindacale firmataria del contratto nazionale applicato in azienda, ma che non è titolata per la sua rappresentanza effettiva a determinare il futuro di 300 lavoratori”. Questa “forzatura – continua la Fp reggiana – ha creato un grave precedente in una storia contrattuale più che decennale, in quanto nel fare ciò Asbr non ha riconosciuto la rappresentatività della Cgil (attualmente il sindacato di gran lunga maggiormente rappresentativo) arrivando a negare la nomina di una delegata aziendale e, conseguentemente, a negare a lei e alla nostra organizzazione la possibilità di trattare e di sottoscrivere l’accordo di secondo livello”.

In più “il protocollo che ci è stato presentato oltre a non essere modificabile nella forma, ci impone di certificare che non esiste nessun contratto nazionale adatto alle tipologie professionali presenti in azienda obbligandoci a definirne uno ex novo, in un contesto generale in cui i contratti nazionali sono più di mille e dovrebbero essere ridotti”, spiegano i sindacalisti delle delegazione trattante. Restando però convinti del fatto che “come più volte ribadito, ci siano contratti nazionali che tutelino adeguatamente il personale così come siamo convinti che tali contratti nazionali possano ulteriormente essere calati nelle singole realtà tramite un’adeguata contrattazione decentrata”.

Infine, la Fp contesta la decisione “unilaterale” dell’azienda di concedere un aumento economico alle insegnanti e agli educatori di nido, “finanziandolo tramite l’abolizione di un diritto acquisito fin dalla nascita di Asbr, tra l’altro non palesando questa disponibilità quando il tavolo del contratto integrativo era aperto”. Il sindacato avvisa quindi: “Nei prossimi giorni agiremo nelle sedi opportune per vedere riconosciuto il nostro diritto alla rappresentanza, all’azione di tutela verso i nostri iscritti e per salvaguardare il nostro ruolo negoziale”. Non escludendo “ovviamente un percorso di mobilitazione e iniziative finalizzato alla riapertura di un confronto su basi differenti”, conclude la sigla della Funzione pubblica.