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Santa Maria Nuova, Cgil e Uil: “Angeli del Covid, ma senza parcheggio”

I sindacati denunciano abbonamenti troppo costosi e pochi posti auto: “Non è giusto pagare per andare a lavorare. Senza risposte, i professionisti se ne andranno”

REGGIO EMILIA – Ogni giorno curano la gente e manengono alto il livello della sanità reggiana. Ma davanti all’ospedale (cioè il loro posto di lavoro) sono costretti a pagare abbonamenti per parcheggiare l’auto, senza nemmeno la garanzia di trovare un posto libero. E questo non contando i disagi di doversi spostare da casa con un largo anticipo, a discapito della conciliazione tra vita privata e professionale.

Sono le condizioni dei lavoratori dell’ospedale “Santa Maria Nuova” di Reggio Emilia, denunciate dai sindacati della Funzione pubblica di Cgil e Uil.
A pochi giorni dall’entrata in vigore del piano di riorganizzazione della sosta nell’area ospedaliera, che scatta da ottobre, le sigle rinnovano quindi ad Ausl e Comune la richiesta di introdurre la sosta gratuita per tutti i dipendenti, o almeno abbonamenti calmierati a condizioni migliori di quelle attuali.

Un confronto su questi punti era stato sollecitato già lo scorso luglio, dopo che per utenti e accompagnatori era stato trovato l’accordo su una franchigia di due ore, mentre per i lavoratori non sono ancora arrivate risposte. Così le organizzazioni sindacali hanno indetto oggi un’assemblea dei lavoratori – dalle 11 alle 14 – e organizzato un presidio con volantinaggio davanti all’ospedale per sensibilizzare la cittadinanza.

In dettaglio per i dipendenti ci sono ora a disposizione circa 350 posti, giudicati del tutto insufficienti ad assorbire un flusso di gente che in determinate fasce orarie, ad iniziare da quella tra le 11 e le 13, vede almeno 1.600 persone (tra operatori e cittadini) gravitare nell’area del nosocomio. “Ai lavoratori viene chiesto un aggravio economico senza neanche avere la garanzia di trovare parcheggio”, ribadisce Emanuele Stavolo della Uil Fpl. “A loro, che durante il covid venivano definiti ‘angeli’, viene negata non solo la dignità contrattuale, ma ogni volta si cerca di spezzare le ali”. Non “abbiamo ricevute risposte dall’azienda ma oggi chiediamo e ci auguriamo che ci ascoltino presto”, conclude Stavolo.

Gaetano Merlino, funzionario della Fp Cgil aggiunge: “Per i dipendenti ci sono parcheggi molto ristretti a 30 euro all’anno e aree un pò più ampie a 150 euro annui. Questa secondo noi non è la soluzione ai problemi dei lavoratori: chiediamo che le tariffe calmierate siano applicate su tutti i parcheggi e siamo pronti a discutere”. Perchè, ricorda Merlino, “non è giusto pagare la sosta per farsi curare o erogare prestazioni lavorative”.

Conclude Nicola Maria Russo, segretario Uil Fpl di Modena e Reggio Emilia che avvisa: “Qui non stiamo parlando solo di soldi, ma anche di un segnale di attenzione verso i lavoratori”. Infatti, “se vogliamo che questi professionisti rimangano dobbiamo creare tutte le condizioni per dire che nel nostro ospedale si lavora bene. Altrimenti, vista l’altissima richiesta, cercheranno sicuramente un posto migliore”.