Un 43enne marocchino è stato sottoposto a braccialetto elettronico e al divieto di dimora in quattro province: è accusato anche di aver usato indebitamente le carte di credito della vittima
REGGIO EMILIA – La polizia ha rintracciato e sottoposto a misura cautelare un 43enne di origine marocchina, indagato per atti persecutori, violazione di domicilio, lesioni personali aggravate e indebito utilizzo di carte di credito. L’uomo è stato fermato domenica sera dagli agenti della squadra mobile reggiana, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip del tribunale di Reggio Emilia il 29 agosto scorso.
La vicenda ha avuto origine alcuni mesi fa, quando il personale di un istituto di credito cittadino ha segnalato movimenti sospetti: una donna italiana si presentava frequentemente agli sportelli insieme a un uomo, effettuando numerosi prelievi. I dipendenti hanno notato che la donna mostrava spesso ecchimosi sul corpo, circostanza che ha fatto scattare l’allarme.
Secondo la ricostruzione della squadra mobile, la donna aveva inizialmente ospitato il 43enne in casa propria per solidarietà, vista la sua situazione di difficoltà. Tuttavia, dopo poco tempo, l’uomo avrebbe assunto atteggiamenti possessivi e aggressivi, arrivando a impedirle di uscire da sola o in compagnia di amici, fino ad aggredirla fisicamente nel corso di liti. Nonostante le ripetute richieste, il 43enne si sarebbe rifiutato di lasciare l’abitazione.
Le indagini hanno inoltre accertato che il 43enne aveva utilizzato indebitamente le carte di credito della vittima, effettuando prelievi e pagamenti per diverse centinaia di euro, spesso all’interno di centri scommesse.

