Cronaca
|Reggio Children: “Verifica in corso sulle scuole che sostengono il governo israeliano”
L’istituzione chiarisce: nessuna concessione di marchi a scuole nel mondo, l’approccio reggiano non si certifica. Confermata invece la collaborazione con realtà palestinesi
REGGIO EMILIA – Dopo le notizie apparse il 22 settembre su Telereggio e Reggionline riguardo presunte concessioni di “marchi” a scuole israeliane o ebraiche, Reggio Children interviene con una nota per chiarire la posizione ufficiale ed evitare fraintendimenti.
“Reggio Children non concede, né ha mai concesso, alcun marchio o certificazione a scuole in nessun luogo del mondo, incluso Israele o gli Stati Uniti”, si legge nel comunicato. L’istituzione sottolinea infatti che il Reggio Emilia Approach non è un metodo codificato né un modello da esportare, ma “una filosofia di lavoro e una fonte di ispirazione che appartiene alla comunità educativa di Reggio Emilia e che viene interpretata e fatta vivere da educatori in diversi contesti internazionali”.
Da sempre, per decisione dell’Istituzione Scuole e Nidi del Comune di Reggio Emilia, non è possibile certificare scuole. “Se alcune realtà nel mondo scelgono di definirsi Reggio Inspired – precisano – ciò rappresenta una libera assunzione di ispirazione e non una concessione o autorizzazione da parte di Reggio Children”.
Un chiarimento importante riguarda anche il ruolo degli organismi: “Reggio Children è l’unico soggetto che gestisce le relazioni formative e culturali sul Reggio Emilia Approach con il mondo intero, non la Fondazione, come spesso riportato erroneamente”.
Il sistema educativo reggiano ribadisce che “l’attenzione etica e politica alle relazioni è sempre stata e rimarrà un elemento centrale, nel rispetto delle decisioni del Comune di Reggio Emilia, incluse quelle di chiusura di relazioni con contesti geopolitici responsabili di crimini o violazioni del diritto internazionale”.
In particolare, viene sottolineata la continuità delle relazioni con la Palestina: “Negli anni sono stati sostenuti diversi progetti con realtà palestinesi, dalla costruzione di criteri di qualità per le scuole dell’infanzia a collaborazioni a distanza. Non verrà mai meno l’impegno per il diritto delle bambine e dei bambini palestinesi – come di tutti i bambini del mondo – a un’educazione di qualità”.
Infine, sul nodo politico più urgente: “Pur riconoscendo il contributo di tutte le scuole, comprese quelle ebraiche, stiamo verificando le relazioni con gli istituti che sostengono il governo israeliano e quindi il genocidio in corso, come dichiarato dall’ONU. Non accoglieremo, né saremo parte di progetti insieme a questi soggetti”.

