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Reggiana, due punti persi con lo Spezia: 1-1

I granata vanno sotto su una distrazione difensiva. Poi pareggiano con Girma, ma non approfittano della superiorità numerica

REGGIO EMILIA – Dinanzi agli occhi fieri di ottomila cuori reggiani, i granata faticano a ritrovare quelle geometrie armoniose che, in altri tempi, ne avevano contraddistinto l’identità di gioco. Il primo atto si consuma tra tentativi infruttuosi e trame spezzate, finchè una leggerezza difensiva, imperdonabile a questi livelli, spalanca le porte allo Spezia: è Lapadula, terminale d’esperienza e istinto, a punire con freddezza, portando in vantaggio i liguri. La ripresa, però, cambia volto (Foto Bucaria).

L’espulsione anticipata di Hristov, episodio che segna un crocevia nel destino del match, dona nuova linfa alla Reggiana. I granata si ridestano, come scossi da un impeto di orgoglio, e trovano la via del pareggio grazie a una prodezza balistica di Girma (un autentico gioiello che infiamma il pubblico e ristabilisce l’equilibrio). Tuttavia, a macchiare una gara vibrante è la direzione arbitrale, apparsa incerta, scollegata dal ritmo e dalle esigenze di una sfida di tale peso.

È lecito attendersi, per una competizione come la Serie B, un livello di giudizio all’altezza della sua dignità: arbitri lucidi, autorevoli, capaci di tutelare il gioco e non di condizionarlo. E forse, sussurra qualcuno, servirebbe anche maggiore rispetto da parte di chi, oltre la lavagna arbitrale, muove i fili invisibili del contesto. In ogni caso, resta l’immagine di una Reggiana combattiva, imperfetta ma viva, che ha saputo reagire e strappare un punto prezioso, pur tra le ombre di un arbitraggio rivedibile.

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Primo tempo

Tante le novità nell’assetto iniziale della Reggiana, che lancia dal primo minuto Charlys e Novakovich, complici le condizioni di Gondo, fermato da un fastidio muscolare nell’ultima rifinitura e dirottato precauzionalmente in tribuna. Lo Spezia risponde con l’esperienza di Lapadula a guidare l’attacco, mentre a centrocampo la spunta Kouda in un duello di nervi e gambe. Sin dai primi giri di lancette, l’inerzia pende dalla parte degli ospiti: i bianconeri orchestrano la manovra con autorità, mentre la squadra di Dionigi si rifugia dietro la linea della palla, attendendo con pazienza l’attimo propizio per colpire in ripartenza. Al diciannovesimo minuto, un brivido scuote la difesa granata: Aurelio pennella da sinistra, Candela si avventa come un falco ma Bozzolan, con tempismo da veterano, lo anticipa a un soffio dalla porta. Pochi istanti dopo, Motta esce con eccessiva audacia, ma Charlys, piazzato con intelligenza, svetta e respinge prima che Hristov possa approfittarne.

La Reggiana tenta di ribaltare l’inerzia con una sortita di Reinhart, che però si perde nel traffico nemico. Al ventiseiesimo minuto, il copione si strappa e muta d’improvviso: Kouda disegna un traversone teso e carico d’intenti, Lapadula sguscia via con finezza da maestro d’area e, con un guizzo felino, colpisce al volo; la sfera sfiora il palo con carezza delicata, lo bacia appena, poi si adagia in rete come destino già scritto. Il primo tempo si chiude tra i mugugni del pubblico del ‘Città del Tricolore’, spettatore di una frazione dominata dallo Spezia, padrone del campo e del ritmo. La Reggiana, invece, affanna e arranca, ancora alla ricerca di sè stessa.

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Secondo tempo

Avvicendamento fulmineo nella compagine di casa, volto a infondere nuovo vigore all’assetto offensivo: fuori Rover, dentro Girma. Al quarantanovesimo, il match prende una piega inattesa: Hristov stende Girma lanciato a rete, l’arbitro Zanotti estrae inizialmente il giallo, ma il VAR lo richiama al giudizio. Visione al monitor e inevitabile rettifica: cartellino rosso. Spezia in dieci, la Regia respira.

Poco dopo, Lapadula lascia il campo e fa spazio a Cistana, ma l’ingresso è caotico: il difensore viene ammonito per essersi portato sul terreno di gioco anzitempo, complice un’incomprensione tra quarto uomo e direttore di gara. Un episodio che riflette una conduzione arbitrale opaca, segnata da esitazioni nei momenti chiave. Al sessantunesimo, la partita si accende: Marras pennella un cross, il pallone carambola su Novakovich che, con astuzia, premia l’inserimento di Girma.

L’attaccante svizzero, con gesto elegante e piede educato, disegna un sinistro a giro che si insinua sotto l’incrocio. Sarr si distende, ma il richiamo dell’estremo difensore giunge tardivo. La Reggiana ritrova la parità con un lampo di classe. Gli uomini di mister Dionigi, sospinti dalla superiorità numerica, ritrovano slancio e identità: la manovra si fa ariosa, il coraggio riaffiora. Portanova indugia sull’attimo e l’occasione sfuma, ma Charlys raccoglie la sfera al limite e libera un destro che sibila appena sopra la traversa. Attimi dopo, è ancora il brasiliano a sfiorare il capolavoro: il suo tiro potente centra in pieno il legno, la palla rimbalza beffarda sulla schiena di Sarr, ma il destino le nega l’abbraccio con la rete. L’assalto finale della Reggiana infiamma gli ultimi istanti del match, dal canto suo lo Spezia, per l’ennesima volta, trema ma non crolla. Vengono assegnati cinque minuti di recupero, decisione che sa di beffa.

Le numerose interruzioni, susseguitesi come raffiche per tutta la gara, avrebbero giustificato un extra time ben più generoso. È in questo frangente che esplode la furia di Domenico Fracchiolla, direttore sportivo della Reggiana, che protesta con veemenza e viene allontanato dalla panchina. La Reggiana, risorta nel secondo tempo con spirito indomito, si riversa in attacco con l’ardore di chi cerca redenzione. Lo Spezia, invece, si serra a difesa della propria area come un castello sotto assedio, disposto a tutto pur di proteggere il risultato. Resta, infine, l’amarezza per una direzione di gara giudicata inadeguata: un’ombra che si allunga sul finale, togliendo lustro a una sfida vibrante e carica di pathos.

Il tabellino

A.C. REGGIANA 1919 – SPEZIA CALCIO 1906: 1– 1

Marcatori: 26’ Lapadula (S), 61′ Girma (R).

A.C. REGGIANA 1919 (3-4-2-1): Motta; Libutti, Papetti, Bonetti; Rover (dal 46’ Girma), Reinhart (dal 83’ Mendicino), Charlys (dal 83’ Tavsan), Bozzolan (dal 72’ Tripaldelli); Marras (dal 90’ Lambourde), Portanova; Novakovich. A disposizione: Saro, Magnani, Vallarelli, Bertagnoli, Maisterra, Basili, Contè. Allenatore: Davide Dionigi.

SPEZIA CALCIO 1906 (3-5-2): Sarr; Wisniewski, Hristov, Mateju; Candela, Nagy (dal 89’ Comotto), Esposito, Kouda (dal 67’ Cassata), Aurelio (dal 89’ Beruatto); Soleri (dal 67’ Di Serio), Lapadula (dal 53’ Cistana). A disposizione: Mascardi, Loria, Fellipe Jack, Beruatto, Onofri, Lorenzelli, Artistico, Vlahovic. Allenatore: Luca D’Angelo.

Arbitro: Andrea Zanotti sez. di Rimini (Assistenti: Paolo Bitonti sez. di Bologna, Gianluca Grasso sez. di Ariano Irpino. IV Ufficiale: Niccolò Turrini sez. di Firenze. VAR: Davide Ghersini sez. di Genova. AVAR: Francesco Cosso sez. di Reggio Calabria).

Note – Espulsi: Hristov, Domenico Fracchiolla (direttore sportivo granata per lingua troppo lunga). Ammoniti: Cistana, Portanova, Reinhart, Tavsan, Libutti, Girma. Angoli: 2 – 5. Recupero: 1’ pt. – 5’ st.