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Nomine Acer, Tarquini prepara un esposto all’Anac

Il consigliere: “Seguite logiche di partito per assegnare le poltrone”. Aguzzoli: “E’ l’ennesima commedia da manuale Cencelli”

REGGIO EMILIA – Dopo il dibattito infuocato nel Consiglio comunale, la vicenda delle nomine in Acer Reggio Emilia finirà sul tavolo dell’Autorità nazionale Anticorruzione. Come annunciato dal capogruppo in sala del Tricolore Giovanni Traquini, infatti, la lista Civica per Reggio sta presentando un esposto all’Anac contestando le decisioni assunte lo scorso 30 luglio dai sindaci reggiani che, nella Conferenza degli enti riunita in Provincia, hanno proclamato (con l’eccezione di Giuseppe Daviddi di Casalgrande) Federico Amico presidente dell’Azienda casa, Camilla Verona sua vice e Federica Zambelli consigliera di amministrazione.

I nomi prescelti, a giudizio delle opposizioni reggiane, sarebbero infatti privi dei requisiti di onorabilità e professionalità e viziati da cause di decadenza. In oltre due ore di dibattito in aula, osserva tuttavia Tarquini non abbiamo sentito dalla maggioranza “alcun riferimento al rispetto di ciò che stabilisce l’articolo 4 del decreto legislativo 39 del 2013 e alla corretta applicazione dello statuto di Acer. E questo, viene da dire, è perché non li conoscono. E pur invitati a leggerli, evidentemente non lo fanno”. Allora “la nostra città è davvero in mani sbagliate”.

Per il civico è inoltre “preoccupante, la risposta del vicesindaco De Franco, il quale afferma che il Consiglio di Amministrazione di Acer è ‘un organo di indirizzo’ e gli amministratori ‘hanno un ruolo di direzione e indirizzo’, dimenticando che lo statuto dell’Azienda Casa attribuisce al CdA gli stessi poteri, doveri e responsabilità previsti dal Codice civile per gli amministratori di società per azioni, tra cui ad esempio ‘la gestione dell’impresa’”.

Insomma, prosegue Tarquini, “i membri del campo largo della sinistra seduti in Consiglio comunale hanno dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza del loro ruolo e di non sapere dunque assicurare alla città i profili migliori per l’amministrazione. Come denunciamo da tempo, le loro scelte avvengono soltanto secondo logiche di partito e spartizione di poltrone”. Pertanto “al momento non resta che aspettare di vedere cosa dirà l’Autorità Nazionale Anti Corruzione”.

Rincara la dose Matteo Marchesini, esponente dell’associazione Reggio civica fondata da Tarquini: “Quando la politica rinuncia alla meritocrazia mostra il suo volto meno nobile. Non si tratta di negare alla politica il suo ruolo di indirizzo, ma di ribadire che, quando in gioco ci sono beni e servizi pubblici fondamentali, le nomine devono essere motivate, democratiche e meritocratiche”, afferma Marchesini.

Per Fabrizio Aguzzoli, firmatario di una mozione sulle nomine in Acer respinta dalla maggioranza, “quello che è accaduto con Acer non è discontinuità, ma la più classica spartizione di potere. Non è politica al servizio della città, ma l’ennesima commedia da manuale Cencelli”. Sulla stessa linea l’altro consigliere di Coalizione civica, Dario De Lucia, che aggiunge: “Avevamo chiesto una manifestazione di interesse pubblica, per selezionare figure tecniche e competenti, capaci di scelte coraggiose. In gioco ci sono 14,5 milioni di euro di crediti da esigere e oltre 400 appartamenti da ristrutturare, fondamentali per ridurre un’infinita lista d’attesa che penalizza chi ha i requisiti per una casa popolare”.

Invece “le risposte del sindaco Massari e della sua maggioranza sono state solo attacchi al governo Meloni, evitando accuratamente di entrare nel merito delle loro scelte”. Una “politica così- conclude De Lucia- non risolve i problemi delle famiglie reggiane”.