Cronaca
|Morto dopo scarica di taser: i sindacati delle forze dell’ordine difendono l’uso dello strumento
Sap e Sim carabinieri invitano ad attendere gli esiti delle indagini della Procura e ribadiscono che il taser “resta un dispositivo di difesa più sicuro rispetto ad altre armi”
REGGIO EMILIA – Dopo la morte di un 41enne avvenuta nelle prime ore del mattino aMassenzatico, in seguito all’intervento della polizia di Stato che ha utilizzato il taser per immobilizzarlo, arrivano le reazioni dei sindacati delle forze dell’ordine.
Sap: “Il taser resta lo strumento più sicuro”
Il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo di polizia), Stefano Paoloni, ha invitato ad attendere gli esiti delle indagini prima di aprire polemiche: “Questa notte a Reggio Emilia i colleghi della volante, per fermare una persona in forte stato di agitazione e con precedenti penali, sono stati obbligati a utilizzare il taser. Purtroppo dopo l’intervento la persona è deceduta. Ora auspichiamo che si attendano i risultati degli accertamenti, che verranno effettuati con la massima attenzione e oculatezza”.
Paoloni ha difeso l’utilizzo dello strumento ricordando che “il taser resta la dotazione più sicura per gli operatori: con lo sfollagente o con l’arma da fuoco le conseguenze sarebbero sempre peggiori”. Ha poi espresso vicinanza al poliziotto coinvolto: “La morte di una persona è sempre un evento tragico e per questo siamo anche vicini al collega che, nell’esercizio delle sue funzioni, sta vivendo questo difficile momento professionale”.
Sim Carabinieri: “È strumento di vita, non di morte”
Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio Serpi, segretario generale del Sim Carabinieri, che ha denunciato i tentativi di strumentalizzazione dell’episodio: “Ci risiamo: ancora una volta le forze dell’ordine sono sotto attacco di chi vorrebbe privare gli operatori del taser dopo quanto accaduto a Reggio Emilia. Serve prudenza, no a giudizi sommari”.
Il sindacato ha ribadito come negli anni il taser si sia rivelato “uno strumento di difesa di straordinaria potenzialità, che evita quotidianamente il ricorso all’arma di ordinanza, con conseguenze ben più gravi”. In attesa degli sviluppi dell’inchiesta della Procura reggiana, il Sim ha espresso la propria vicinanza “al collega della Polizia di Stato coinvolto nei fatti” e auspicato che le indagini si svolgano “in un clima di massima serenità”.
La vicenda è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, che ha aperto un fascicolo per chiarire le cause del decesso e la dinamica esatta dell’intervento.


