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Morto dopo scarica di taser, esplode lo scontro politico

Da Più Europa, Avs e Rec la richiesta di sospendere l’uso dell’arma elettrica, la Lega difende le forze dell’ordine e accusa la sinistra di strumentalizzare la tragedia

REGGIO EMILIA – Il caso di Massenzatico, dove un 41enne è morto dopo che la polizia aveva utilizzato il taser per fermarlo dopo che aveva dato in escandescenze, riaccende il dibattito nazionale: da Più Europa e Avs arriva la richiesta di sospensione immediata, mentre la Lega accusa la sinistra di strumentalizzazione. Un caso che riaccende le polemiche sull’uso di questo strumento di immobilizzazione, già al centro di discussioni dopo altri episodi simili avvenuti negli ultimi mesi in Italia.

Per Riccardo Magi, segretario di Più Europa, il taser è ormai un pericolo dimostrato:
“Un’altra scossa di taser, un’altra morte durante un’operazione di polizia. Dopo i tre casi di questa estate, stavolta succede a Reggio Emilia. Se tre episodi sono un indizio, il quarto è la prova che il taser dovrebbe essere sospeso. Non sarà il negazionismo del ministro Piantedosi a fermare le morti: l’Onu lo ha dichiarato strumento di tortura. Cos’altro deve accadere perché il ministro abbia un sussulto di responsabilità?”.

Sulla stessa linea Peppe De Cristofaro, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e presidente del gruppo Misto al Senato: “Ancora una morte legata al taser. In Italia i casi sono già cinque. Si tratta di un’arma rischiosa, dagli effetti imprevedibili, soprattutto per persone con patologie o in stato di alterazione. Per Piantedosi il taser è imprescindibile, ma l’unica cosa imprescindibile è la vita umana. Va sospeso immediatamente”.

Di segno opposto la reazione della Lega, con la vicesegretaria Silvia Sardone che difende l’utilizzo del dispositivo e accusa l’opposizione di propaganda: “La sinistra continua a strumentalizzare tragedie per criminalizzare il taser. Da Avs a Più Europa chiedono di togliere uno strumento indispensabile alle forze dell’ordine. Ma anche di recente, a Rioveggio, i carabinieri hanno fermato con il taser un 38enne armato di piede di porco e fiamma ossidrica che minacciava i passanti. L’opposizione vuole solo alimentare sfiducia verso chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini”.

Duro anche un documento politico diffuso nelle ultime ore, che definisce il taser “un’arma pericolosa e non innocua, come confermano studi medici e le stesse linee guida della ditta produttrice, modificate a seguito di numerosi decessi nel mondo”. Nella nota si sottolinea che “solo chi afferma il falso può sostenere che il taser non sia pericoloso”, chiedendo l’eliminazione definitiva del dispositivo dalle dotazioni delle forze di polizia.

Scrive Reggio Emilia in Comune: “La morte di un cittadino a Reggio Emilia, avvenuta in seguito all’utilizzo del Taser da parte delle forze dell’ordine, impone una riflessione urgente e responsabile sull’impiego di questo strumento. Non si tratta di un episodio isolato: negli ultimi mesi si sono verificati diversi casi analoghi, che sollevano interrogativi profondi sulla compatibilità del Taser con i principi di proporzionalità, tutela della vita e rispetto dei diritti fondamentali. Il Taser è stato introdotto come alternativa all’arma da fuoco, ma la sua classificazione come “non letale” è da tempo oggetto di contestazione. Organizzazioni internazionali come Amnesty International e il Committee Against Torture delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazioni concrete sull’uso di dispositivi a impulsi elettrici, soprattutto in contesti di alterazione psichica, vulnerabilità sanitaria o marginalità sociale. In Italia, l’assenza di un monitoraggio indipendente e trasparente sull’impiego del Taser è un vuoto che va colmato. Non è sufficiente appellarsi alle regole d’ingaggio o alla formazione ricevuta: serve una valutazione pubblica, scientifica e democratica sull’effettiva necessità e sui rischi connessi a questo strumento. Come forza politica, riteniamo che sia giunto il momento di sospendere l’uso del Taser da parte delle forze dell’ordine”.

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che scrive: “Esprimo profondo dispiacere per la perdita di una vita umana. Gli esiti della autopsia e l’indagine della procura permetteranno di fare luce sull’accaduto, così come forniranno elementi di valutazione gli accertamenti in corso relativi ad analoghi episodi accaduti negli ultimi mesi in altre città”.

Intanto, la magistratura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause del decesso del 41enne e stabilire eventuali responsabilità.