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La Reggiana spreca e pareggia con il Catanzaro: 2-2

Gli ospiti passano in vantaggio con un autogol di Gondo, poi pareggia Marras. Lambourde porta in vantaggio i granata, ma le aquile pareggiano con un gran gol su punizione dello scatenato Cissè. Poi Novakovich si mangia due gol

REGGIO EMILIA – Dinanzi a 9.579 spettatori, Reggiana e Catanzaro danno vita a un confronto straordinario, una partita che incanta per la sua intensità e il suo spirito di lotta. L’autorete di Gondo, la stoccata fulminante di Marras, il primo gol in Serie B di Lambourde, la pennellata di classe di Cissè si mescolano in un mix di emozioni, tra il sublime e l’imprevedibile.

Il tutto, però, è segnato da un doloroso strappo: l’infortunio che colpisce il capitano granata, Paolo Rozzio, la cui assenza pesa come un macigno sul cuore della squadra. La sua determinazione e la sua guida sono rimaste impresse nel gioco, ma la partita, purtroppo, non si ferma. Tra un episodio e l’altro, tra azioni di qualità e qualche errore sfortunato, la sfida si conclude in perfetta parità. Una battaglia sul campo, una sfida di nervi e di cuore (Foto Bucaria).

Primo tempo

Un minuto di silenzio, intriso di rispetto e memoria, avvolge l’inizio di questa sfida, dedicata a Matteo Franzoso, giovane sciatore azzurro tragicamente strappato alla vita lo scorso 15 settembre sulle nevi di La Parva (Santiago del Cile), vittima di un destino crudele (trauma cranico). Le squadre si scrutano con attenzione, come due fiumi che si avvicinano prima di fondersi. Al rintocco del dodicesimo minuto, purtroppo, l’imprevisto irrompe: un colpo sordo scuote la difesa granata. Rozzio, con l’impeto di un guerriero, allontana il pallone in spaccata, ma il suo corpo tradisce il suo spirito e il polpaccio sinistro cede, spezzando l’equilibrio. In un battito di cuore, il capitano è costretto a cedere il campo, sostituito da Libutti.

Privata del suo faro, la Reggiana si rialza, affrontando un cammino arduo verso il gol. L’avversario, fiutando la possibilità di approfittare della perdita, colpisce a sua volta: dapprima Oudin, da una posizione privilegiata, manca l’occasione d’oro; poco dopo, Motta si erge come un muro, respingendo il pericolo di Favasuli con un intervento miracoloso. Il caldo, torrido e implacabile, impone una sospensione (cooling break), ma al ritorno in campo la partita riprende con rinnovata intensità. Su un calcio d’angolo, la sfera si fa portatrice di un destino inaspettato: Oudin effettua la volèe, ma la palla si infrange sul petto di Gondo, deviandosi alle spalle di Motta. La sfortuna sembra aver preso il sopravvento, tuttavia la Reggiana non depone il gladio. Al trentaseiesimo Marras, con un colpo d’autore, scaglia un tiro che incanta e fulmina il portiere avversario. Il VAR, confermando la regolarità della rete, restituisce alla compagine di casa fiducia e vigore. La sfida continua, forgiata da sacrifici e imprevisti, e la determinazione granata ora brilla più che mai.

reggiana

Secondo Tempo

Nuamah (subentrato a D’Alessandro), si erge come un baluardo a infrangere il sogno di Portanova, mettendosi sulla sua strada con ardore indomito e determinazione ferrea. Anche Reinhart non resta in ombra: con un tentativo dalla distanza, prova a sorprendere l’estremo difensore ospite, ma il suo tiro, sfiorando appena la traversa, svanisce nell’aria come una promessa non mantenuta. Nuamah, ancora lui, non è da meno: con eleganza elude Bozzola, penetra nell’area e, con la forza di un cavaliere, scaglia un destro possente che si perde a lato del palo.

Al settantaquattresimo, Lambourde (che ha rilevato Tavsan), si lancia con energia su un preciso traversone di Bozzolan e, con un tocco raffinato, ferisce Pigliacelli, come un coltello affilato che squarcia il velo di protezione. Ma la bandierina dell’assistente di linea taglia l’aria, spezzando l’esultanza: lo spettro dell’incertezza aleggia sul verde rettangolo. È il momento del VAR. L’attesa è palpabile, e al termine del controllo, il sigillo viene convalidato. Quattro minuti dopo, Cissè si erge sopra il limite dell’area, pronto a sfidare il destino con una punizione dal cuore pulsante. La sua parabola, precisa e letale, bacia il legno e sancisce il pareggio con l’eleganza di un colpo ben assestato.

Le emozioni, però, non cessano: Pigliacelli mura Lambourde, e sulla ribattuta Novakovich (entrato al posto di Gondo) inciampa, non capitalizzando l’opportunità. Non c’è tregua: Novakovich, ancora una volta, prova a riscrivere il destino di testa, ma il pallone, che sembra avvicinarsi alla gloria, vola alto sopra la traversa, sfiorando il cielo senza mai toccarlo. La stanchezza, ormai inevitabile, si fa sentire, e gli errori si moltiplicano da entrambe le parti, come un ultimo, doloroso sussulto di un corpo che non vuole arrendersi. Il fischio finale, infine, segna la conclusione di una battaglia vibrante e incandescente, giocata con cuore e coraggio, che premia entrambe le squadre con un punto conquistato sul campo, tra sacrifici e determinazione. Il duello si chiude, ma l’eco delle emozioni permarrà come un ricordo indelebile.

Il tabellino

A.C. REGGIANA 1919 – U.S. CATANZARO 1929: 2 – 2

Marcatori: 30’ Gondo (Autorete), 36’ Marras (R), 74’ Lambourde (R), 78’ Cissè (C).

A.C. REGGIANA 1919 (3-4-2-1): Motta; Papetti, Rozzio (dal 13’ Libutti), Bonetti; Rover, Reinhart, Bertagnoli, Marras (dal 63’ Bozzolan); Tavsan (dal 63’ Lambourde), Portanova (dal 79’ Charlys); Gondo (dal 79’ Novakovich). A disposizione: Saro, Seculin, Tripaldelli, Mendicino, Vallarelli, Basili, Girma. Allenatore: Davide Dionigi.

U.S. CATANZARO 1929 (3-4-2-1): Pigliacelli; Bettella, Antonini, Di Chiara (dal 79’ Verrengia); Favasuli (dal 46’ Cassandro), Rispoli, Pontisso, D’Alessandro (dal 46’ Nuamah); Oudin (dal 63’ Liberali), Cissè; Iemmello. A disposizione: Marietta, Brighenti, Buglio, Petriccione, Seha, Buso, Pandolfi, Pittarello. Allenatore: Alberto Aquilani.

Arbitro: Niccolò Turrini sez. di Firenze (Assistenti: Marco Trinchieri sez. di Milano, Marco Emmanuele sez. di Pisa. IV Ufficiale: Michael Fabbri sez. di Ravenna. VAR: Antonio Giua sez. di Olbia. AVAR: Marco Piccinini sez. di Forlì).

Note – Ammoniti: Marras, Favasuli, Bettella. Angoli: 3 – 3. Recupero: 4’ pt. – 6’ st.