L’impatto che potrebbero avere sui loro fatturati è emerso in un incontro in Comune fra sindaco, associazioni di categoria e sindacati
REGGIO EMILIA – Una mazzata da 250 milioni di euro. Tanto potrebbero impattare i dazi Usa sui fatturati delle aziende di Reggio Emilia, con conseguenze anche sulla tenuta occupazionale in un territorio in cui si registra un aumento del 15% del ricorso alla casa integrazione rispetto al 2024.
E’ la fotografia emersa dall’incontro organizzato dal sindaco Marco Massari, che ha invitato le diverse associazioni imprenditoriali, i sindacati confederali, la Camera di commercio, insieme a amministratori della Provincia e della Regione per un confronto finalizzato a individuare azioni pubbliche e private da mettere in campo a sostegno dell’economia locale.
“I dazi aggravano il rischio di recessione o comunque di stagnazione economica e l’economia di Reggio fortemente aperta è molto più esposta all’impatto; penso in particolare ai settori della meccanica e dell’agroalimentare, ma non solo”, avverte il sindaco, che giudica insufficienti i risultati della trattative tra Unione Europea e Stati Uniti.
“Si tratta di misure che avranno effetti evidenti sulle imprese e sui lavoratori dei comparti più esposti. Nell’ottica di anticiparli, crediamo che tutte le forze istituzionali, politiche, sociali ed economiche dovranno sostenere le azioni necessarie ed è indispensabile agire uniti, parlarsi e capirsi. Ecco perché promuovere momenti di condivisione come questo”, spiega Massari.
“I dazi mettono in discussione la democrazia liberale”, sostiene il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla. “Il Pnrr sta finendo e poco è stato utilizzato dal nostro Paese per promuovere politiche industriali. Occorre un cambio di passo in questo senso: l’Europa e i governi nazionali devono riportare al centro del dibattito gli investimenti che ci consentano di creare valore aggiunto”, scandisce.
“L’economia regionale regge meglio di altre aree, gli indicatori per il prossimo anno sono positivi, ma ancora non sappiamo quale sarà l’impatto effettivo dei dazi sull’export diretto e indiretto. E’ fondamentale confermare gli occupati di oggi e attrarre giovani con elevate competenze”, conclude.

