Economia
|Dazi e costi energia pesano, ma il Cersaie torna a Bologna più grande
Taglio del nastro con Urso e Foti: la mostra di Curatolo e i cuochi stellati. Lunedì si apre: attesi 100mila visitatori
REGGIO EMILIA – Cuochi stellati, un ingresso-mostra fatto per ispirare e colpire i visitatori (100.000 quelli attesi anche quest’anno), un intero padiglione dedicato agli ‘eroi’ della posa. Più spazi espositivi (10.000 metri quadrati in più per 155.000 metri quadrati complessivi) per ospitare 620 espositori da 29 Paesi. Il Cersaie 2025 scalda in motori in vista dell’apertura di lunedì. Un’edizione di tenuta in una fase complessa per il comparto italiano della ceramica, tra dazi, costi dell’energia alle stelle e concorrenza da Cina e India.
“Sebbene le condizioni di mercato ci dicano che i volumi dei fatturati oscillano tra una forchetta compresa tra il più 2% e il meno 2% nei primi sei mesi del 2025, quello che ci preoccupa è il calo del 20% degli investimenti nel corso del 2024, determinato principalmente dagli oneri dei progetti, sia per l’aumento delle imposte sul gas locale, sia per il continuo aggravarsi del prezzo delle quote Ets”, spiega Filippo Manuzzi, presidente della commissione Attività promozionali e fiere di Confindustria ceramica. Ed esorta a continuare a investire per “tutelare questo asset e sviluppare quella innovazione che rende la ceramica italiana industria di riferimento livello mondiale”.
Il Cersaie aprirà i battenti lunedì mattina (il salone si chiuderà il 26 settembre) con il convegno “Continuare ad investire nella manifattura ceramica Italiana”, presenti il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, il ministro delle Imprese, Aldolfo Urso, e il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Tanta la carne al fuoco e delicato il momento attraversato dall’industria ceramica, che anche le preoccupazioni sull’impatto dei cantieri del tram sulla viabilità attorno alla Fiera di Bologna, almeno per oggi, sembrano passare in secondo piano (sul sito dell’evento, sono fornite indicazioni precise sulla circolazione in zona Fiera).
“Il tram è grande un investimento di stampo europeo, sarà un moltiplicatore anche per la Fiera”, sentenzia il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, preoccupato piuttosto dalla possibilità che un mercato interno debole come quello europeo possa essere aggredito dai competitori turchi, cinesi, indiani con prodotti a basso costo. “Ma noi siamo la ‘Ferrari’ della cermica”, ricorda.
“Abbiamo i costi dell’energia più alti al mondo. Se non facciamo un’operazione ponte sui sistemi dei costi dell’energia, abbiamo bellissime imprese del Made in Italy che vanno in sofferenza. Ho parlato anche col ministro Pichetto: c’è un tema della calmerazione dei prezzi non solo sulle imprese, ma anche sulle famiglie, sulle piccole imprese, abbiamo bisogno di trovare una soluzione”, scandisce il vicepresidente della Regione. “Dobbiamo recuperare in Europa la sovranità tecnologica: senza sovranità tecnologica non c’è sovranità politica e non c’è valore aggiunto per fare il welfare. Ho il timore che siamo schiacciati tra la Silicon Valley e i cinesi: nessuno di noi vuol diventare contoterzista povero a disposizione degli altri”, avverte Colla.
“Gli Usa erano uno dei primi mercati esteri per la nostra ceramica di eccellenza. Passare da dazi all’8% a dazi al 15%, è un’ulteriore perdita di competitività, che ci deve preoccupare, per questo bisogna concentrarsi su mercato interno europeo.
Problema principale sono i costi energetici”, conferma Manuzzi.
In questo contesto il Cersaie prova a tracciare una strada con un vasto programma di convegni, ma anche ispirando chi entra in fiera con una mostra immersiva che si richiama ai portici di Bologna, curata dall’architetto Dario Curatolo: un percorso fotografico pensato per spiegare la bellezza dei prodotti dalla materia al prodotto finito, dall’ispirazione dalla natura al risultato finale. Un intero padiglione, il 19, è riservato alla Città della Posa, dove i maestri del mestiere cercheranno di coinvolgere le giovani generazioni e invogliarli a intraprendere una professione tanto ricercata, quanto sempre più rara.
“E’ tutto pronto per creare un luogo di incontro per i professionisti del settore. Questa manifestazione è una delle pietre miliari per la Fiera di Bologna. I numeri sono in crescita e noi cerchiamo di fare il possibile per alleviare l’impatto cantieri”, assicura il presidente dell’expo, Gianpiero Calzolari, che conferma la presenza di alcuni cuochi stellati (ieri l’annuncio della presenza di Gennaro Esposito) per innalzare l’offerta della ristorazione in fiera.
“E’ un momento molto favorevole in generale per le fiere, anche un po’ in controtendenza, visto che partecipano in modo importante alle nostre manifestazioni anche operatori di comparti in difficoltà. Vuol dire che nella fiera si investe per uscire anche del picco negativo e per confermare dei momenti positivi. Noi stiamo crescendo, abbiamo ambizioni di arrivare a numeri ancora più importanti. I numeri di Bologna, Milano e Rimini non sono mai fatti. Le fiere stanno andando molto bene, noi stiamo andando meglio di qualcun altro”, conclude Calzolari.

