Respinta, con 20 voti contrari e 11 a favore, una mozione per sospenderle. Tarquini non esclude un ricorso all’Anac
REGGIO EMILIA – Il Comune di Reggio Emilia blinda il nuovo Consiglio di amministrazione di Acer, nominato lo scorso 30 luglio prima della scadenza naturale di quello precedente guidato da Marco Corradi. Nella seduta straordinaria convocata per oggi, al rientro dalla pausa estiva, il Consiglio comunale ha infatti respinto la mozione presentata da Coalizione civica che chiedeva la sospensione in via cautelativa delle nomine effettuate dalla “Conferenza degli enti” (composta dai sindaci del territorio) e l’indizione di una procedura ad evidenza pubblica per selezionare un nuovo direttivo dell’azienda per la casa reggiana.
Nel mirino delle opposizioni sono in particolare finiti il neo presidente Federico Amico, la sua vice Camilla Verona e la consigliera Federica Zambelli. Ma se per Amico (ex consigliere regionale) le contestazioni si fermano ad una presunta mancanza di competenze, gli incarichi di Zambelli e Verona sarebbero viziati da elementi più pesanti. Zambelli, storica esponente del mondo dei centri sociali che ha partecipato in prima persona ad occupazione abusive degli immobili pubblici che ora è chiamata a gestire, è infatti anche dipendente della cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII, coinvolta in progetti contro l’emergenza abitativa.
Secondo le minoranze, dunque, il rischio di un conflitto di interesse è concreto. Ancora più grave sarebbe la posizione di Camilla Verona (Pd) che non avrebbe potuto essere nominata in Acer per la legge Severino, perché facente già parte di un altro ente a controllo pubblico, ovvero Sabar, l’azienda di gestione rifiuti nei Comuni della Bassa reggiana. Giovanni Tarquini, consigliere della lista “Reggio civica” e avvocato di professione, non esclude quindi un ricorso all’Anac contro l’incarico conferito all’ex sindaca di Guastalla. L’annuncio di Tarquini arriva nel contesto di un dibattito infuocato di oltre due ore, che si è concluso con la votazione per alzata di mano dell’atto della minoranza.
Ad assistere alla discussione dagli spalti di sala del Tricolore, oltre alla stessa Zambelli, anche Giuseppe Daviddi, sindaco di Casalgrande, unico amministratore che non ha votato le nomine sostenendo che i sindaci ne erano all’oscuro. Un gesto che, ha detto in aula Tarquini, “dimostra una grande autonomia” del primo cittadino. Durissimo l’intervento di Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia, che parla della “ennesima dimostrazione del metodo Massari, fatto di nomine decise a tavolino nelle segrete stanze del Pd, o di qualche altro piccolo partito, funzionali solo a mantenere gli equilibri di potere”.
Continua Paglialonga: “Per noi non è una questione di nomi ma di metodo. Un metodo che riduce le istutuzioni a bancomat di un partito”. Paglialonga esprime infine perplessità sull’improvvisa sostituzione di Marco Corradi, che guidava Acer da 20 anni, mettendola in correlazione con “la nomina di suo figlio, Davide Corradi, ad assessore all’Urbanistica nel Comune di Bagnolo”. Sulla stessa linea il consigliere della Lega Alessandro Rinaldi: “Il poltronificio del Pd reggiano continua ad erogare prebende e lauti stipendi, alla faccia di chi un lavoro deve trovarselo con sudore, impegno e sacrificio”, dice.
Il vicesindaco e assessore alla Casa Lanfranco De Franco esprime innanzitutto solidarietà ai membri del Cda di Acer “per il livello degli attacchi di natura personale che gli sono stati oggi rivolti in quest’aula”. De Franco assicura poi che l’amministrazione “ha svolto le opportune verifiche legali” e che il Consiglio di amministrazione “esprime un quadro di competenze complementari assolutamente idoneo a guidare l’azienda”. Il vicesindaco smentisce inoltre che il compenso del presidente salirà da 36.000 a 80.000 euro l’anno, cosa “che sarà oggetto di valutazione, ma che non è decisa”.
Infine, De Franco sottolinea: “Non è vero che i sindaci erano all’oscuro delle nomine: ne erano informati fin dall’aprile del 2023”. Il sindaco Marco Massari, intervenuto in dichiarazione di voto per conto della sua lista, dice alle minoranze: “Fate pure ricorso, vedremo cosa salterà fuori. Ma le persone meritano prima di tutto di rispetto. Lasciamole lavorare perché di una Acer rinnovata c’è un forte bisogno”. La mozione è stata alla fine bocciata con 20 voti contrari e 11 a favore.

