Al Malaguzzi il sindaco Massari e l’assessora Mahmoud hanno incontrato i rappresentanti di docenti e personale di tutte le scuole reggiane. Costante incremento di bambini con diritti speciali nella fascia 0-6 anni
REGGIO EMILIA – Aumento delle famiglie che richiedono i servizi (nonostante il calo demografico) e costante incremento di bambini con diritti speciali. Sono le principali sfide del sistema educativo 0-6 anni di Reggio Emilia, messe a fuoco martedì in un incontro al centro Loris Malaguzzi. Un appuntamento con oltre 150 lavoratori dell’Istituzione nidi e scuole di infanzia del Comune, tra pedagogiste, insegnanti, educatrici, cuochi, operatori scolastici e atelieristi, organizzato in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico.
La mattinata è iniziata con un minuto di silenzio in memoria degli oltre 12.000 bambini uccisi a Gaza e con la lettura dei nomi di alcune delle vittime. Il sindaco Marco Massari, nel suo intervento, ha per prima cosa ricordato la figura di Carla Rinaldi, a lungo presidente dell’Istituzione, scomparsa lo scorso aprile. Massari ha quindi sottolineato come “i livelli di scolarizzazione, senza eguali in Italia, raggiunti a Reggio siano il frutto di una chiara scelta politica”.
E ancora: “Siamo al lavoro per rendere sempre più coeso, armonico ed efficace il nostro sistema educativo, che si caratterizza per la partecipazione diffusa (dal personale ai genitori all’intera comunità), per la sua natura civica e pubblica (che ne escludono la privatizzazione e la esternalizzazione), per la centralità che hanno per l’amministrazione le politiche educative in termini di valore ed anche per investimenti economici”, ha detto il sindaco.
Per l’assessore comunale alla Scuola Marwa Mahmoud “il futuro delle scuole e dei nidi è una sfida sia dal punto di vista economico, gestionale e di partecipazione”. Sulla stessa linea Federico Ruozzi presidente dell’Istituzione: “Far partire la ricerca dalle scuole rende il Reggio Approach peculiare rispetto ad altri”, ha detto. “Occorre però contrastare la tendenza all’immobilismo sollecitando sempre i processi partecipativi”, ha concluso Ruozzi.

