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Reggiana-Empoli 3-1: due espulsioni cambiano il match

Gli ospiti avanti, poi le espulsioni di Guarino e Obaretin stravolgono la partita: i granata sfruttano la superiorità numerica e conquistano i tre punti con carattere

REGGIO EMILIA – La Reggiana, colpita a freddo, non vacilla: risponde con ardore e spirito indomito. A infiammare la contesa è Cedric Gondo, autentico dominatore del fronte offensivo, che costringe Guarino e Obaretin alla resa, travolti dalla sua impetuosa energia. Con l’Empoli in inferiorità numerica, i granata alzano il baricentro: Reinhart firma il sorpasso, Portanova chiude con eleganza. È apoteosi granata. A fine gara, mister Dionigi afferma: “Abbiamo sofferto nei primi venti minuti, poi ci siamo compattati e la vera Reggiana è emersa con forza” (foto Bucaria).

Primo tempo

La Curva Sud ribolle di passione, traboccante in ogni ordine di posto: il ‘Gruppo Vandelli’, dopo quindici anni, fa il suo trionfale ritorno laddove tutto ebbe inizio, riabbracciando le gloriose ‘Teste Quadre’. L’atmosfera è elettrica, palpitante, il battito del ‘Città del Tricolore’ si fonde con i cori che salgono impetuosi verso il cielo. La compagine toscana tenta sin da subito di affondare il gladio, ma la retroguardia granata erige un baluardo invalicabile, respingendo con ardore l’assalto avversario. Al dodicesimo minuto, però, lo scenario muta: è Popov a spezzare l’equilibrio. Ignacchiti lancia con precisione chirurgica il centravanti ucraino, che brucia sul tempo Quaranta, elude la marcatura e, con un raffinato tocco d’esterno, beffa Motta in uscita disperata al limite dell’area. L’Empoli esulta, la Reggiana accusa il colpo. Gli uomini di Dionigi faticano a trovare spazi: il pressing feroce degli ospiti soffoca le idee e spezza il ritmo. Da una punizione laterale battuta corta nasce un nuovo brivido per la retroguardia emiliana, che però riesce a respingere. Il pallone torna immediatamente tra i piedi dei toscani, ma Motta, con un prodigioso intervento in tuffo, sventa il pericolo con i pugni. Quando l’orologio segna il quarantaquattresimo, ecco l’episodio che ribalta l’inerzia del match: Gondo si gira con maestria nell’area avversaria, ma viene cinturato da Guarino e finisce a terra. Il direttore di gara non ha dubbi: penalty e cartellino giallo per il centurione toscano. Tuttavia, il richiamo del VAR muta il verdetto: chiara occasione da goal: rosso diretto per il difensore empolese. Sul dischetto si presenta lo stesso Gondo, freddo come il marmo: con perfetta lucidità spiazza Fulignati e ristabilisce la parità. L’impianto sportivo esplode, avvolto dal fragore di “Urlando contro il cielo” di Ligabue, un boato che scuote le fondamenta dello stadio. Nel recupero, l’Empoli resta addirittura in nove: è ancora Gondo, lanciato a rete, a costringere Obaretin al fallo disperato. Altro rosso, altra svolta. La Reggiana ora sente il sangue: lo spirito granata ruggisce, la battaglia è viva, tesa, intrisa di pathos.

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Secondo tempo

Corre il cinquantasettesimo minuto quando la Reggiana, padrona del campo e dello spirito della contesa, trova il meritato vantaggio. È Reinhart, lesto nel crederci, a insaccare grazie a una deviazione beffarda del diretto marcatore, che trasforma il suo tiro in sentenza. La trama granata si fa avvolgente, il dominio tecnico e mentale schiaccia un Empoli ormai sulle gambe. Marras danza sul velluto dell’out mancino, seminando scompiglio a ogni tocco, mentre Portanova accarezza l’impresa: girata sublime, degna di altri palcoscenici, con Fulignati che si oppone come può, sfiorando la sfera quel tanto che basta per spedirla contro il legno più alto. Al settantaduesimo, il direttore di gara punisce un presunto fallo di mano di Quaranta in area. Ma l’occhio vigile del VAR dissipa ogni ombra: è la spinta subita dal centrale reggiano a generare l’episodio, rendendo ingiusta la massima punizione, che viene così revocata. Poco istanti dopo, giunge l’epilogo glorioso: Marras affonda sull’ala come un araldo, serve al centro un pallone teso e preciso; Gondo, con fine intelletto calcistico, lascia sfilare senza toccare, liberando l’incedere di Manolo, che in corsa fulmina l’estremo difensore con un destro secco, impietoso. Il tripudio è totale. L’Arena vibra di un’esultanza liberatoria: la Reggiana conquista la sua prima vittoria stagionale, suggellando una prova intrisa di coraggio, tecnica e spirito indomito. Un inno al calcio vissuto con l’anima.

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Il tabellino

A.C. REGGIANA 1919 – EMPOLI F.C. 1920: 3 – 1

Marcatori: 12’ Popov (E), 44’ Gondo su calcio di rigore (R), 57’ Reinhart (R), 78’ Portanova (R).

REGGIANA (3-4-2-1): Motta; Libutti, Papetti, Quaranta; Rover, Reinhart (dal 87’ Basili), Bertagnoli (dal 46’ Mendicino), Marras (dal 84’Bozzolan); Tavsan (dal 78’ Novakovich), Portanova (dal 84’ Vallarelli); Gondo. A disposizione: Seculin, Meroni, Rozzio, Bonetti, Stulac, Contè, Cavaliere. Allenatore: Davide Dionigi.

EMPOLI F.C. 1920 (3-4-2-1): Fulignati; Lovato, Guarino, Obaretin; Elia, Ignacchiti, Yepes (dal 84’ Belardinelli), Carboni (dal 84’ Moruzzi); Ceesay, Ilie (dal 46’ Curto); Popov (dal 71’ Konate). A disposizione: Gasparini, Ebuehi, Busiello, Asmussen, Baralla, Indragoli, Orlandi, Shpendi. Allenatore: Guido Pagliuca.

Arbitro: Juan Luca Sacchi sez. di Macerata (Assistenti: Marco Scatragli sez. di Arezzo, Marco Colaianni sez. di Bari. IV Ufficiale: Giuseppe Maria Manzo sez. di Torre Annunziata. VAR: Lorenzo Maggioni sez. di Lecco. AVAR: Francesco Fourneau sez. di Roma 1).

Note – Espulsi: Guarino, Obaretin, Scognamiglio (direttore tecnico granata), Gemmi (direttore sportivo empolese). Ammonito: Ignacchiti. Angoli: 8 – 2. Recupero: 2’ pt. – 2’ st