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Nomine Acer, l’opposizione: “Verona incompatibile”

I consiglieri di minoranza valutano un esposto e la convocazione straordinaria del Consiglio comunale. Tarquini cita la Legge Severino: “Incarichi incompatibili, si dimetta”

REGGIO EMILIA – La sala del Tricolore di Reggio Emilia ha chiuso per ferie. Ma potrebbe riaprire i battenti. I gruppi di opposizione in Comune, infatti, stanno valutando – su proposta di Fratelli d’Italia – di convocare una seduta straordinaria del Consiglio comunale, dedicata alle recenti nomine nel cda di Acer. Nel mirino finisce infatti non solo il presidente Federico Amico – ex consigliere regionale non riconfermato che ha scalzato Marco Corradi prima della fine del suo mandato – ma anche Camilla Verona, già sindaca di Guastalla.

Giovanni Tarquini, consigliere della lista civica per Reggio e avvocato, ricorda infatti che il 28 maggio scorso Verona è stata nominata presidente del Consiglio di amministrazione di Sabar, società di gestione dei rifiuti controllata dagli otto Comuni soci della Bassa reggiana (Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo). L’incarico le è stato conferito dai sindaci di quei Comuni, cioè gli stessi primi cittadini che nei giorni scorsi, con gli altri sindaci della provincia (tranne Giuseppe Daviddi di Casalgrande), hanno votato la nomina di Verona anche nel Cda di Acer.

Spiega però Tarquini: “Il decreto legislativo 39 del 2013, che disciplina le cause di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni, stabilisce che non è possibile ricoprire contemporaneamente incarichi che possano generare conflitti di interesse”.

In particolare, all’articolo 4, prevede che “non possono essere conferiti incarichi dirigenziali o cariche di vertice nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato in controllo pubblico a soggetti che, nell’anno precedente, abbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l’incarico”.

Per la Legge Severino, quindi, “Camilla Verona non poteva nemmeno essere nominata nel Cda di Acer Reggio Emilia”, evidenzia Tarquini. “Mentre suggeriamo ai protagonisti di questa ennesima vicenda dai contorni opachi di risolvere il problema, e magari di verificare la normativa vigente prima di commettere nuovi errori, non resta che valutare di presentare un esposto alle autorità competenti”, aggiunge il legale.

Tuttavia “rimane la tristezza nel rilevare tanta superficialità e arroganza, e invitiamo caldamente chi si trova in condizione di incompatibilità a dimettersi spontaneamente dal ruolo in Acer per cui non poteva nemmeno essere nominata consigliere, dato il suo incarico in Sabar”, conclude il civico.