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Miasmi a Roncocesi, scintille tra cittadini e Arpae

L’attivista Sara Beltrami: “Non devono rispondere solo a me: è un disagio personale, ma collettivo. Sono 30 anni che è così”

REGGIO EMILIA – Il caso deimiasmi provenienti dall’area industriale di Farm Service a Roncocesi torna a far discutere la comunità locale. Dopo le denunce dei residenti e l’intervento dell’attivista Sara Beltrami, l’ARPAE Emilia-Romagna ha replicato pubblicamente, ma la scelta di rivolgersi direttamente alla portavoce ha riacceso le polemiche.

“È un peccato – spiega Beltrami – che l’agenzia abbia risposto a me personalmente. Il problema non è mio, ma riguarda una comunità intera. Da oltre 30 anni i residenti segnalano disagi legati alla qualità dell’aria. Io sono solo una portavoce”.

Segnalazioni ufficiali e lamentele sui social

ARPAE ha precisato che le denunce formali ricevute sarebbero appena quattro. Una cifra che non convince i cittadini: “Se i casi fossero davvero così pochi – osserva Beltrami – perché sui social e nelle chat di quartiere continuano a moltiplicarsi le lamentele? Inoltre, diversi residenti riferiscono di difficoltà nel contattare il numero di ARPAE, che in orario serale diventa a pagamento. Un servizio pubblico dovrebbe essere accessibile a tutti”.

Rimpallo tra enti e mancanza di risposte concrete

Dalle testimonianze raccolte sui social emerge che l’agenzia avrebbe invitato i cittadini a rivolgersi all’igiene pubblica. Una mossa che, secondo Beltrami, rischia di trasformarsi in un rimpallo burocratico: “Non si tratta di fare la guerra a qualcuno – sottolinea l’attivista – ma di chiedere un intervento serio per la tutela della qualità della vita. Nessuno vuole accusare ARPAE o l’azienda coinvolta, ma serve una presa d’atto del problema”.

I cittadini: “Gli odori persistono nonostante i sistemi di abbattimento”

Nonostante l’introduzione nel 2022 di un nuovo sistema per l’abbattimento delle emissioni, i miasmi non sarebbero diminuiti. “Nel 2025 – conclude Beltrami – è chiaro che quelle soluzioni non bastano più. I cittadini continuano a segnalare la puzza: qualcuno prima o poi dovrà decidere come affrontare seriamente la situazione”.