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Mafie, case sequestrate vanno agli indigenti

Al via la ristrutturazione da 400mila euro di due immobili finanziata, per l’80%, dalla Regione

REGGIO EMILIA – Erano in mano alla criminalità organizzata e, dopo il sequestro e l’assegnazione al Comune di Reggio Emilia, ora diventeranno alloggi per persone indigenti. Il tutto dopo un lavoro di ristrutturazione da 400.000 euro, 80% del quale finanziato dalla Regione.

E’ il frutto del progetto “Beni Liberati, Comunità Rigenerate”, cofinanziato appunto da Viale Aldo Moro. I beni in questione sono un appartamento situato in città, in via Sant’Ambrogio 33 e un altro immobile che si trova in via Luca Signorelli 8, località Pieve Modolena.

“L’importante contributo regionale ci permette di dare sostanza a un progetto che per questa amministrazione è centrale – sottolinea il sindaco Marco Massari – un progetto attraverso il quale rigenerare e dare nuova vita ai beni confiscati alle mafie, rafforzando in tal modo anche il patto per la legalità tra cittadini, associazioni e istituzioni. Significa uno sforzo economico ulteriore, anche da parte del Comune, a cui facciamo fronte volentieri perché crediamo nel valore che un’operazione di questo genere ha per tutta la città. Una città che si riconosce in valori quali giustizia, trasparenza, legalità e che ne offre un segno tangibile”.

L’obiettivo è appunto riqualificare alcuni beni tolti alle mafie e restituirli alla città dandone la giusta valorizzazione sociale, anche in considerazione del valore simbolico di riscatto e promozione della cultura della legalità, spiega il Comune. “Un impegno nel contrasto alla criminalità organizzata e alla cultura mafiosa che il Comune di Reggio ha confermato anche costituendosi parte civile nel processo Aemilia, il più vasto procedimento giudiziario contro la ‘ndrangheta nel Nord Italia”.

Il Comune è inoltre parte lesa nello stesso processo, come in altri procedimenti tuttora in corso promossi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Il percorso che portato gli immobili nelle disponibilità del Comune è partito nel luglio 2024, quando la Prefettura di Reggio Emilia ha avviato una Conferenza dei Servizi per decidere la destinazione di oltre 60 beni immobili confiscati nei territori di due province dell’Emilia-Romagna. Alcuni immobili confiscati sono stati assegnati alle amministrazioni locali per finalità sociali o istituzionali, secondo quanto previsto dal Codice Antimafia; sei di questi (cinque appartamenti e un terreno) si trovano nel territori di Reggio Emilia.

E due sono interessati dal progetto per il quale l’amministrazione comunale ha chiesto il finanziamento regionale. L’obiettivo del progetto, che coinvolge anche la Consulta della Legalità e l’associazione Libera contro le Mafie e vedrà coinvolte altre associazioni del territorio, è restituire gli immobili alla comunità e darne una destinazione sociale per garantire che i beni vengano utilizzati esclusivamente per scopi legittimi a beneficio della collettività. In questo caso si risponderà a esigenze abitative riguardanti situazioni in carico ai Poli sociali territoriali o del Servizio contrasto alle povertà urbane.

L’intervento mira quindi a offrire una risposta abitativa temporanea a famiglie in difficoltà e attivare presidi di prossimità per soggetti fragili e garantire spazi idonei per servizi socio-educativi territoriali. I lavori porteranno il restauro e il risanamento degli immobili, la ristrutturazione e la sistemazione dei locali e arredo.