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Fotovoltaico, Nasciuti: “Legge dia voce ai Comuni”

Il sindaco di Scandiano è preoccupato dalla richiesta, giunta all’amministrazione, di realizzare un parco agrivoltaico di 10,8 ettari (circa 14 campi da calcio) in un’area verde al confine tra Pratissolo e Albinea

SCANDIANO (Reggio Emilia) – Una revisione normativa che restituisca ai Comuni il potere di decidere come e dove produrre energia rinnovabile sul proprio territorio. La chiede Matteo Nasciuti, sindaco di Scandiano, in una lettera aperta pubblicata oggi. Il testo prende le mosse dalla richiesta giunta all’amministrazione di realizzare un parco agrivoltaico di 10,8 ettari (circa 14 campi da calcio), che sorgerebbe in un’area verde al confine tra la frazione di Pratissolo e il Comune di Albinea.

“A Scandiano condividiamo pienamente gli obiettivi di sostenibilità, ma la normativa nazionale e regionale oggi non offre ai Comuni strumenti adeguati per difendere il proprio territorio da progetti calati dall’alto, che poco o nulla restituiscono alle comunità locali”, commenta Nasciuti. Secondo cui “gli attuali strumenti normativi non offrono ai Comuni la possibilità di intervenire nella pianificazione territoriale in modo adeguato. E’ una zona grigia, dove mancano tutele normative”.

Infatti, continua il primo cittadino, “la Regione Emilia-Romagna ha già provato ad alzare il livello di tutela per le aree agricole e paesaggistiche più sensibili, anche quando vicine a impianti industriali, ma quel tentativo è stato vanificato da una sentenza del Tar del Lazio che ha inibito le Regioni nel legiferare sulla materia, imponendo al Governo di farlo entro 60 giorni. Ma non è mai avvenuto”. Questo “dimostra che, senza un intervento legislativo chiaro e forte a livello nazionale, i Comuni e le Regioni non avranno mai armi efficaci per fermare interventi puramente d’interesse privato ma con impatto pubblico”.

Insomma, evidenzia ancora il sindaco, “a Scandiano diciamo sì alle energie rinnovabili, ma con criterio: impianti fotovoltaici di dimensioni adeguate, installati su tetti di abitazioni e capannoni industriali come già fatto sulle tantissime coperture degli edifici comunali, che producono benefici concreti per famiglie e imprese, senza consumare necessariamente suolo agricolo”. E “se parliamo di agrivoltaico, deve essere quello vero: progetti che permettano realmente, e non solo sulla carta, di continuare a coltivare sotto i pannelli, salvaguardando la produttività agricola e la biodiversità”.

Quello “che invece respingiamo è il modello che: sottrae terreno agricolo e ne compromette la produzione alimentare, altera profondamente il paesaggio, impoverendo la bellezza delle nostre campagne, concentra ricchezza nelle mani di società finanziate da grandi fondi senza ricadute per la popolazione e scarica potenziali costi di smaltimento degli impianti, a fine vita, sulle spalle della collettività”. Non “è una battaglia ideologica, ma di civiltà”, conclude il sindaco Nasciuti.