La percentuale è infatti quella che grava sul “re dei formaggi” fin dagli anni ’60 e che, solo per il periodo dallo scorso aprile ad oggi, era aumentata di un 10%, portandosi quindi al 25%
REGGIO EMILIA – A conti fatti, il Parmigiano Reggiano sarà “immune” dai dazi Usa fissati al 15%. La percentuale è infatti quella che grava sul “re dei formaggi” fin dagli anni ’60 e che, solo per il periodo dallo scorso aprile ad oggi, era aumentata di un 10%, portandosi quindi al 25%. Ora si torna invece alla situazione di partenza. Lo sottolinea il presidente del Consorzio di tutela Nicola Bertinelli.
Inoltre “come abbiamo più volte evidenziato – aggiunge Bertinelli – la nostra Dop non è in reale concorrenza con i parmesan americani, dato che copre meno dell’8% del mercato dei formaggi duri e viene venduto a un prezzo più che doppio rispetto al formaggio prodotto dai farmer americani. Negli Usa chi lo compra fa una scelta consapevole: ha infatti un 92% di mercato di alternative che costano molto meno”.
Pertanto “imporre dazi su un prodotto come il Parmigiano Reggiano aumenta solo il prezzo per i consumatori americani, senza proteggere realmente i produttori locali”. Entro i primi mesi del 2026, prevede infatti il Consorzio, sul prezzo del Parmigiano dovrebbe riverberarsi anche l’effetto moltiplicatore del cambio dollaro, portandolo a oltre i 55 dollari al chilo.
Gli Stati uniti rappresentano oltre il 20% dell’export per il Parmigiano Reggiano. Nel 2024 sono volate oltre oceano 16.000 tonnellate di prodotto, con un aumento del +13,4% sul 2023.

