Il capogruppo di Lista Civica per Reggio accusa il sindaco di mancanza di trasparenza: “Silenzio e decisioni nelle segrete stanze”
REGGIO EMILIA – Si accende lo scontro politico attorno alla vicenda della Casa Biancorossa. L’avvocato Giovanni Tarquini, capogruppo di Lista Civica per Reggio e membro dell’associazione Reggio Civica, ha rivolto dure critiche al sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, accusandolo di “stizzirsi” di fronte alle osservazioni dell’opposizione e di mantenere un atteggiamento di chiusura.
“Le opposizioni – ha dichiarato Tarquini – fanno il loro dovere rimarcando l’inadeguatezza di questa amministrazione silente, deludente e dannosa. È inutile lamentarsi che parliamo senza conoscere i dettagli, quando quei dettagli non vengono mai condivisi”.
Il nodo riguarda il Capannone 15A alle Reggiane – Parco Innovazione, destinato a diventare la sede della Pallacanestro Reggiana. Secondo Tarquini, la società sportiva avrebbe sottoscritto un contratto di acquisto con STU Reggiane SpA – partecipata al 70% dal Comune e al 30% da Iren Rinnovabili – a condizione che l’immobile fosse bonificato dalla stessa STU. “Le opere di bonifica non sono ancora concluse – ricorda Tarquini – eppure Pallacanestro Reggiana dovrebbe presentare un progetto esecutivo quando la condizione sospensiva non si è ancora verificata”.
La vicenda si è complicata quando la società sportiva ha avviato un’azione giudiziaria contro STU Reggiane, contestando il ritardo nella bonifica e dichiarando il recesso dal contratto. Tarquini, pur ipotizzando che anche il club possa aver avuto interesse a interrompere l’operazione, sottolinea che “il Consiglio comunale, massima espressione della democrazia cittadina, è stato ridotto a un apparato scenografico che recepisce a posteriori decisioni prese altrove”.
Il capogruppo civico invita il sindaco a fornire puntuali aggiornamenti in aula: “Ogni seduta dovrebbe essere l’occasione per sue comunicazioni e informazioni. Invece avviene solo quando vuole difendere l’indifendibile o lanciare proclami ideologici”.
Tarquini ricorda infine le promesse di discontinuità fatte da Massari in campagna elettorale, accusandolo di averle disattese: “I cittadini sono stanchi di fatti compiuti e frittate. La città merita trasparenza e partecipazione vera, non esercizi di apparente democrazia”.

