Interventi
Bosco Ospizio, il comitato accusa il Comune: “Conad obbligata al ripristino, ma l’amministrazione è rimasta inerte”
Dopo un anno di mobilitazioni, l’assemblea del Bosco denuncia nuove irregolarità e chiede all’amministrazione di imporre a Conad Centro Nord il reintegro del verde abbattuto
REGGIO EMILIA – Dopo una estate quieta, potrebbero a breve iniziare i lavori di abbattimento del Bosco Ospizio da parte di Conad Centro Nord. Perché non si arrivasse a questo punto l’assemblea del Bosco, in questo lungo anno di lotta, ha messo in campo tutti gli strumenti legittimi per sensibilizzare, coinvolgere, attrarre nell’orizzonte di questa battaglia l’amministrazione comunale, soggetto idealmente deputato all’ascolto della cittadinanza e alla protezione dei suoi beni e interessi, specie se in linea con una dichiarata volontà di transizione ecologica.
Non solo nessuno di questi strumenti è stato utile, ma è sembrato che l’amministrazione, invece che ergersi come mediatore – non ente super partes, ma bilancino che riequilibra il potere della comunità rispetto a quello del grande soggetto privato – fosse quasi prostrata di fronte a quello stesso soggetto, apponendo firme a convenzioni prima dei confronti pubblici, votando a sfavore delle mozioni, tacendo rispetto alle denunce.
A corroborare questa impressione si aggiungono di recente nuove notizie, emerse dall’interrogazione del consigliere FDI Paglialonga, relative al taglio illecito di 93 piante, fra cui dodici platani secolari, effettuato da Conad più di dieci anni fa. Conad – è stato riportato in Consiglio Comunale – avrebbe pagato la sanzione pecuniaria di 8.000 euro “volontariamente”, per citare l’assessora alle politiche per il clima, Bonvicini – come se il termine corretto per l’estinzione di una pendenza pecuniaria rispetto al bene pubblico, per quanto prescritta, non fosse invece “finalmente”.
E si ricordi che è solo la parte di sanzione dovuta al Comune, non quella dovuta alla Regione, impossibile da reclamare a causa della scomparsa dei verbali dalle sedi comunali. Il ripristino degli alberi sarebbe stato invece riassorbito nel PRU Ospizio come compensazioni, e ormai anch’esso prescritto, si è detto.
Grazie all’interrogazione recente e al parere legale del segretario comunale, si scopre invece che quest’ultima sanzione ripristinatoria non cade invece mai in prescrizione, come dimostrano sentenze della Cassazione e del Consiglio di Stato, perché segue il bene e non il trasgressore. Richiede però, per essere imposto coattivamente, che venga notificato espressamente dall’amministrazione al trasgressore, ovvero a Conad.
Rispetto a questo, invece, il Comune è rimasto “inerte” per un decennio, dichiara il segretario: come in tante altre fasi di questa vicenda, esso sembra diventare afono quando può e deve imporre la sua voce sui grandi soggetti privati.
Dato che basterebbe al Comune attivare un provvedimento ad hoc per imporre a Conad Centro Nord l’obbligo ripristinatorio, chiediamo all’amministrazione, per l’ennesima volta, di trovare il coraggio di perseguire le sue politiche ambientali, reclamando almeno la legittima restituzione del verde che gli e ci è stato già tolto in modo irregolare; mentre assiste muto, collaborandovi, alla sottrazione futura di quel tesoro ambientale che è il Bosco Ospizio.
L’Assemblea del Bosco

