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Polo Moda, la Cgil: “Max Mara ha rinunciato per calcolo”

Il sindacato: “Davvero si pensa che lo abbia fatto per risentimento?”

REGGIO EMILIA – La Cgil di Reggio Emilia solleva forti perplessità sul fatto che la vertenza delle operaie della Manifattura San Maurizio abbia portato all’abbandono da parte di Max Mara del progetto del “polo della moda” nell’ex polo fieristico cittadino. “Davvero pensiamo che un Gruppo internazionale rinunci ad un investimento per una questione di risentimento e non per ragioni di calcolo costi e benefici?”, dicono senza mezzi termini da via Roma.

La questione che sta rendendo l’estate reggiana ancora più rovente è iniziata verso la fine di maggio, quando 52 lavoratrici della storica Manifattura, azienda parte del Gruppo, hanno scioperato denunciando soprusi e vessazioni sul posto di lavoro. Il sindaco Marco Massari le ha ricevute in municipio il 25 giugno scorso, due giorni dopo l’approvazione in Consiglio comunale delle varianti urbanistiche necessarie a realizzare il nuovo hub del Gruppo della moda.

Ma la presa di posizione del sindaco Marco Massari, che ha invitato l’azienda a ripristinare corrette relazioni sindacali e applicare il contratto nazionale ha secondo la versione fornita dalla stessa famiglia di imprenditori, indispettito i Maramotti. Che quindi il 30 giugno, data del rogito per l’acquisto delle aree su cui costruire il suo nuovo hub, ha annunciato la sua decisione “irrevocabile” di rinunciare all’investimento da 110 milioni e circa 900 posti di lavoro (tra dipendenti e indotto), che avrebbe anche riqualificato con importanti opere accessorie i capannoni di via Filangeri.

Nel frattempo altre 74 dipendenti della Manifattura si sono dissociate dalla protesta delle colleghe e hanno rappresentato al sindaco – che le ha incontrate nei giorni scorsi – condizioni lavorative positive e rispettose dei loro diritti.