I consiglieri comunali Paglialonga e Davoli: “Nessun assessore si è mosso per ricucire”
REGGIO EMILIA – Il gruppo di Fratelli d’Italia in Comune a Reggio Emilia denuncia l’immobilismo della giunta comunale sulla vicenda polo della moda. “Ogni assessore, in ragione delle proprie deleghe, aveva il compito di intervenire per mitigare la crisi e ricostruire la fiducia con Max Mara. Invece, tutti hanno scelto l’inazione davanti ad un disastro che minaccia il futuro della città”, dicono i consiglieri.
“A partire dall’assessore Stefania Bondavalli – proseguono – che avrebbe dovuto essere in prima linea per difendere un progetto che avrebbe rivitalizzato il commercio e attratto turisti grazie al prestigio di Max Mara. Il suo silenzio è un tradimento verso i commercianti e gli operatori turistici reggiani, abbandonati senza un piano per il futuro”.
Fdi punta poi il dito verso l’assessore Carlotta Bonvicini “che non ha mai valutato le ricadute della cancellazione del progetto dal punto di vista occupazionale, né proposto soluzioni per integrare il progetto in una visione sostenibile. La sua delega alla progettazione adattiva è rimasta lettera morta”. Infine l’assessore Davide Prandi “non ha attivato consulte né associazioni, né valutato l’impatto della perdita del Polo sui quartieri periferici, che avrebbero beneficiato di investimenti infrastrutturali. La sua esperienza internazionale è stata inutile: il suo silenzio è un abbandono del territorio”.
Insomma, afferma il capogruppo in sala del Tricolore Cristian Paglialonga “la perdita del polo della moda è un passo indietro verso l’arretratezza. Ogni assessore aveva il dovere di intervenire per ricucire con Max Mara, ma tutti hanno scelto il silenzio, lasciando il sindaco Massari isolato e la città senza futuro”. Per la consigliera comunale Letizia Davoli, “questa Giunta non ha né la visione né il coraggio per guidare Reggio Emilia, che merita una leadership che difenda le sue eccellenze e il suo futuro. Non un’amministrazione che si nasconde dietro alibi e fallimenti,e che lascia svanire nel nulla un investimento da 100 milioni”.

