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Nidi e scuole di infanzia, si punta ad azzerare le liste d’attesa

Rinnovato un patto da 2,5 milioni che prevede anche formazione continua del personale educativo e docente e miglioramento delle strutture

REGGIO EMILIA – Riduzione delle liste d’attesa per l’accesso a nidi e scuole d’infanzia, formazione continua del personale educativo e docente e miglioramento delle strutture. Sono gli obiettivi del protocollo d’intesa per lo sviluppo di un sistema educativo integrato nella fascia zero-sei per il quadriennio 2025-2029, che il Comune di Reggio Emilia rinnova dopo cinque anni con ministero dell’Istruzione (ufficio scolastico provinciale) Fism, cooperativa Steiner Waldorf, Totem, Fondazione Enti Veneri e Resis.

Un patto, approvato dal Consiglio comunale di oggi – all’ultima seduta prima della pausa estiva – che vale 2,5 milioni. Il sistema integrato dei servizi educativi, vanto della città, ha fatto registrare nell’ultimo anno scolastico tassi di scolarizzazione che si attestano al 61,20% nella fascia sero tre anni, (a fronte di una media nazionale del 33,4% ed europea del 37,9%) e al 99,28% nella fascia tre-sei anni, con un azzeramento sostanziale delle liste d’attesa per le scuole dell’infanzia e un continuo processo di qualificazione pedagogica e organizzativa.

Risultati rimarcati nel suo intervento in aula dall’assessore Marwa Mahmoud, che ribadisce: “Oggi più che mai, è essenziale continuare a essere alleati: solo attraverso una collaborazione reale tra tutti i soggetti coinvolti possiamo affrontare con efficacia le sfide educative che la realtà quotidiana ci pone”.

Federico Ruozzi e Nando Rinaldi, rispettivamente presidente e direttore dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, annoverano tra le priorità l’aumento dei bambini con bisogni educativi speciali e sottolineano: “Il principio che ha guidato il nostro lavoro è stato quello della coerenza e dell’equità, riconoscendo il valore e il contributo di tutti i soggetti coinvolti”.

Inoltre, “per garantire l’accesso al servizio educativo anche alle fasce economicamente più fragili della popolazione, abbiamo richiesto di inserire nel protocollo, nel rispetto della specificità di ciascun soggetto, una progressione nella definizione delle rette”. Collegati alla delibera sono stati presentati un ordine del giorno della maggioranza (approvato) che impegna l’amministrazione “a valutare l’adeguamento del trasferimento previsto per i soggetti gestori sottoscrittori del protocollo” e due emendamenti, entrambi presentati da Coalizione civica, che sono invece stati respinti.

L’opposizione ha chiesto una commissione paritetica per vigilare sull’applicazione dell’intesa e il riequlibrio delle rette e delle condizioni contrattuali dei dipendenti dei servizi.