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New York, una camminata fra le nuvole dentro al Summit

Nel cuore di Manhattan, un’esperienza sensoriale tra arte, vertigini e tecnologia: specchi ovunque, la città è ai tuoi piedi

NEW YORK – Visto che è estate, le notizie scarseggiano e siamo appena stati a New York, ne approfittiamo per raccontarvi la nostra visita al Summit One Vanderbilt, una delle ultime trovate degli architetti della Grande Mela. Ne avrete sicuramente sentito parlare e lo avrete visto. E’ il grattacielo alto 427 metri (ma voi arriverete al massimo a 368) a Midtown Manhattan, che sorge proprio a lato della stazione Grande Central Terminal, inaugurato a fine 2021.

C’è una fila di circa mezz’ora per entrare con controlli piuttosto accurati in cui ti scannerizzano più volte il braccialetto che ti hanno dato. Poi ti devi mettere i calzari (per non sporcare i pavimenti trasparenti), prendi gli occhiali da sole (per la luce e per il tipo di luci che usano che possono dare fastidio), vai sotto un apparecchio che ti scannerizza a 3D il volto (dopo capirai perché) e ti viene consegnato un braccialetto con un QR.

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Poi entri in un corridoio quasi al buio, con suoni e luci intermittenti che ti trasportano già in un’altra dimensione. Prendi l’ascensore che ti fa schizzare al 91esimo piano in 40 secondi (le orecchie tappate sono inevitabili), esci e ti trovi a dentro a Trascendenza, lo spazio disegnato, come gli altri che seguiranno, dall’artista Kenzo Digital. Qui l’effetto è strabiliante e lascia a bocca aperta anche il visitatore più cinico e disincantato della Grande Mela.

Davanti a te pavimenti, pareti e soffitti sono completamente riflettenti. La città si estende in tutte le direzioni, in alto, in basso e di lato, trasformando lo spazio in una città onirica e fluttuante che cambia a ogni passo. Sembra di camminare letteralmente sulle nuvole. Lo spazio pare immenso, grazie al gioco di specchi.

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Poi entri in Affinità Questo è lo spazio in cui, inevitabilmente, tutti tornano bambini. Anche gli adulti più compassati e seri non possono resistere a calciare e colpire le centinaia di palloncini argentati e riflettenti che rimbalzano e si muovono attorno a te.

Finita la parte ludica si entra nello spazio Unità. Qui capisci perché ti hanno fatto una scansione 3D all’ingresso. C’è una parete su cui viene proiettato un cielo nuvoloso, ottima per fare delle foto in cui sembra che ti libri in mezzo al cielo, ma con una telecamera che cattura il tuo volto in tempo reale e lo proietta su un enorme schermo Led insieme ad altri facendo emergere il tuo volto dalle nuvole.

Poi entri in una stanza dove puoi fare foto, come se fossi sospeso nel vuoto, perché una parte del pavimento è trasparente. Ti inquadrano con un telecamera dall’alto e da altre angolature.

L’ultima parte è la terrazza dove c’è il bar e un’ultima vista panoramica. Se volete provare l’ebbrezza di un cocktail a quasi 400 metri, vi avvertiamo che i prezzi, come tutto del resto a New York, non sono proprio popolari: un cocktail costa 19 dollari e un bicchiere di prosecco, di cui abbiamo preferito non testare la qualità, 16.

Resta da dire dei prezzi per l’ingresso. Per un biglietto normale sono 44 dollari, biglietto più cocktail 58 e, per i più ardimentosi (e danarosi), c’è il Summit ascent, un ascensore esterno che ti porta a 368 metri, con il fondo di vetro, in cui ti sembra di essere sospeso nel vuoto. Qui si spendono 66 dollari. Ah, ci stavamo dimenticando. Il braccialetto con il Qr serve per comprare le foto che ti hanno scattato con il pavimento trasparente e con il tuo volto in 3D fra le nuvole. Scannerizzi il Qr, visioni le foto e, se ti piacciono, le puoi scaricare con un app dopo avere, ovviamente, pagato 25 dollari.

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