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Lauree degli educatori, il Comune di Reggio: lo Stato rimedi alla beffa

In Regione parte il pressing istituzionale di Pd e FdI

REGGIO EMILIA – Per voce dell’assessora alla Scuola Marwa Mahmoud, il Comune e l’Istituzione Scuole e Nidi di Reggio Emilia esprimono preoccupazione per gli effetti della recente applicazione della normativa per gli educatori nei servizi per l’infanzia, che penalizza i laureati tra 2017 e il 2018. Persone che vedono a rischio il proprio posto di lavoro, perché il titolo di studio a suo tempo conseguito non è più rispondente ai criteri per l’accesso alla professione.

“Poiché la responsabilità di questa situazione deriva da un vuoto legislativo e interpretativo a livello nazionale, è indispensabile una soluzione a livello centrale”, evidenzia Mahmoud. “Come Pubblica amministrazione – aggiunge – siamo disponibili al dialogo al fine di promuovere un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti per monitorare l’impatto concreto che queste esclusioni potrebbe avere sulla tenuta dei servizi per l’infanzia, soprattutto in un momento particolarmente delicato”.

L’assessore ricorda infatti che “a Reggio Emilia, grazie al sistema pubblico integrato, la scolarizzazione per la fascia zero-tre anni è passata dal 57,12% nell’anno scolastico 2023/24 al 61,20% nell’ultimo anno scolastico, a fronte di una media nazionale del 28%”. Questa scelta di espansione nasce dalla profonda consapevolezza del ruolo fondamentale dei nidi d’infanzia: accogliere i bambini al nido permette a molti genitori, soprattutto alle madri, di poter lavorare”. Tutto questo, continua Mahmooud “è possibile grazie al fondamentale lavoro delle insegnanti, che ogni giorno garantiscono questi servizi con grande professionalità, nonostante l’aumento delle complessità, anche normative, che ha generato carenza e affaticamento del personale”.

Insomma, rimarca l’assessora, “i nidi d’infanzia rappresentano un contributo essenziale alla crescita della comunità e alla coesione sociale”. Per questo, “consapevoli di tutto ciò siamo al fianco di tutte le persone coinvolte in questa vicenda e disponibili a cercare insieme una soluzione, con particolare attenzione alle lavoratrici e ai lavoratori dei nidi, a cui va tutto il nostro sostegno”. Ma “è urgente e necessario che lo Stato si faccia carico di questa situazione”, rimarca l’assessora reggiana.

Intanto in Regione sono due le risoluzioni presentate sul tema. La prima del gruppo del Pd (prima firmataria Elena Carletti) impegna la Giunta regionale “a farsi portavoce presso il Parlamento, il Governo e la Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) per trovare una soluzione equa e non penalizzante, e a promuovere l’apertura di un tavolo di lavoro con Anci, Ufficio scolastico regionale e rappresentanze delle scuole paritarie per non disperdere competenze che sono oggi fondamentali per il sistema educativo”. Il secondo documento di Ferdinando Pulitanò (Fdi) chiede se l’ente di viale Aldo Moro sia al lavoro “per risolvere questa impasse che rischia di diventare gravissimo per molti laureati degli anni 2017-2018”.