Cronaca
|Incendio Inalca, il Comitato: “L’amianto frantumato e disperso è ancora lì”
I cittadini hanno predisposto una mappa dei ritrovamenti e incalzano l’Amministrazione comunale: “La bonifica, dunque, è rimasta sulla carta?”
REGGIO EMILIA – Dopo segnalazioni anche recenti sulla presenza di “frammenti” di cemento amianto dopo l’incendio di febbraio allo stabilimento Inalca di via Due Canali, e le inadempienze della ditta, il Comune di Reggio Emilia ha deciso di intervenire “direttamente” nel completamento delle operazioni di bonifica. Immediata la reazione del Comitato amianto zero.
“Apprendiamo – si legge in una nota – che il comune di Reggio Emilia, seppur in colpevole ritardo, ha deciso di prendere in mano la vicenda Inalca e di procedere, quindi, alla bonifica (l’ennesima) delle aree ancora oggi contaminate da frammenti di amianto. Megli tardi che mai”.
I volontari del Comitato amianto zero, su richiesta di decine di residenti del quadrante nord della città, hanno setacciato cortili condominiali, giardini privati, aree pubbliche; hanno piantato decine di bandierine per segnalare, visivamente e con tanto di foto, la presenza di frammenti di amianto. “La situazione – scrive il Comitato – è preoccupante: il materiale, frantumato e disperso, è ancora lì. Ovunque”.
Secondo il Comitato “mentre il sindaco cerca spiegazioni improbabili, come quella, davvero fantasiosa, del ‘vento’ che avrebbe sparpagliato i resti tossici nelle zone già bonificate, la verità è un’altra: una bonifica a regola d’arte non è mai stata realmente fatta”.
Il Comitato Amianto Zero ha deciso di offrire il proprio contributo alla bonifica finale predisponendo una mappa dei ritrovamenti di amianto, aggiornata al 7 luglio 2025, costruita sulla base delle segnalazioni e delle ispezioni svolte dal basso, in collaborazione con l’associazione Reggio Emilia Ripuliamoci. “Dalla mappa emergono due elementi inquietanti – scrive il Comitato – in diverse zone dichiarate bonificate, l’amianto è ancora presente. È stato rilevato e fotografato. La bonifica, dunque, è rimasta sulla carta? Al Parco della Resistenza, i frammenti gialli, quelli più evidenti, sono emersi solo nei punti dove l’erba tagliata era stata rimossa. In gran parte del parco, invece, l’erba falciata è stata lasciata a terra e impedisce tuttora un’ispezione visiva adeguata e accurata. E’ questo il modo corretto di proteggere i cittadini, i bambini che giocano, le famiglie che frequentano gli spazi verdi?”.
Il Comitato si dice pronto a collaborare: “Vogliamo credere che l’Amministrazione comunale non sia così ottusa da rifiutare il nostro contributo, considerato che, in passato, non ha mai voluto riceverci per ragioni a noi ignote; siamo pronti a collaborare con il sindaco, a impegnarci concretamente affinché le bonifiche siano reali, verificabili e durature, non semplici adempimenti burocratici, per il bene di tutti”.

